
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 18 Maggio 2026
Tragedia alle Maldive: al via le operazioni degli speleosub per il recupero degli altri quattro corpi
Il team di esperti internazionali di Dan Europe inizia l'immersione nella grotta sottomarina dell'atollo di Vaavu. Utilizzate tecnologie avanzate a circuito chiuso e miscele speciali per operare a 50 metri di profondità, favoriti dal meteo ottimale.
Sono entrate nel vivo nelle acque di Alimathà, all'interno dell'atollo di Vaavu, le delicate e complesse operazioni per tentare il recupero dei corpi dei quattro italiani rimasti intrappolati giovedì scorso in una grotta sottomarina a 50 metri di profondità.
A guidare la rischiosa missione è un team d'élite di Dan Europe, composto da tre esperti subspeleologi di nazionalità finlandese: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist.
La tabella di marcia ha visto i soccorritori impegnati in un briefing operativo alle ore 9:00 locali, propedeutico alla partenza in barca avvenuta alle 11:00 verso il punto esatto dell'incidente. Sebbene le condizioni meteorologiche in superficie vengano definite ottimali, gli speleosub dovranno valutare le reali insidie subacquee, a partire dalle forti correnti che caratterizzano la zona.
La cavità custodisce i resti di Monica Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal, di Muriel Oddenino e di Federico Gualtieri, mentre la salma della quinta vittima, l'istruttore Gianluca Benedetti, era già stata riportata in superficie nella giornata di venerdì.
La complessità dell'ambiente ipogeo richiede standard di sicurezza e tecnologie d'avanguardia. Per questa ragione, il team sceso in acqua sta utilizzando i 'rebreather' — sofisticati sistemi di respirazione a circuito chiuso che ottimizzano i consumi di gas — e muovendosi con l'ausilio di scooter subacquei.
Per far fronte agli effetti della profondità, i sub respirano una miscela Trimix composta da azoto, elio e ossigeno. Sul fronte burocratico e delle autorizzazioni, il portavoce del presidente maldiviano ha intanto sollevato un punto critico legato alla spedizione scientifica originaria, chiarendo che la lista degli autorizzati comprendeva solo tre persone, e che i nomi di Giorgia Sommacal e Gianluca Benedetti non figuravano nell'elenco ufficiale dei permessi.
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