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- Roma - Lunedì 20 Luglio 2026
Ucraina: Zelensky, colpite 2 petroliere e deposito a Mosca. Cremlino conferma attacchi
Il presidente ucraino su X rivendica raid a lungo raggio. Oltre 400 droni sulla capitale russa e offensiva in Crimea. Mosca ammette il ferimento di sei persone.
Massiccia ondata di attacchi ucraini nel cuore del territorio russo e nel Mar Nero. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato i successi dell'operazione su X: “Le nostre sanzioni a lungo raggio hanno prodotto risultati contro infrastrutture logistiche e un deposito di petrolio. Un ringraziamento agli operatori delle Forze per i Sistemi a Pilotaggio Remoto, ai nostri servizi di intelligence, alle Forze Missilistiche e di Artiglieria e alle Forze per le Operazioni Speciali. Gli obiettivi si trovavano a oltre 400 chilometri dal nostro confine. Due petroliere della flotta ombra e quattro navi mercantili sono state colpite anche nel Mar Nero”.
Le autorità di Mosca hanno confermato le incursioni, a partire da un nuovo raid contro il terminal del porto di Novorossiysk. “Il 20 luglio 2026, una petroliera civile è stata nuovamente attaccata presso il Terminal marittimo del Cpc. L'attacco terroristico con droni ha preso di mira la petroliera Nelsa, che stava caricando presso l'unità di carico Vpu-1”, ha comunicato il Consorzio del Gasdotto del Caspio, citato dalla Tass.
L'equipaggio è stato evacuato a eccezione di comandante e primo ufficiale; l'incendio esterno è stato domato senza provocare perdite.
Sul fronte interno, il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha riferito che tra le 20.30 di ieri e le 5 di questa mattina “più di 400 droni nemici” erano diretti verso la regione della capitale, precisando che 85 sono stati abbattuti in avvicinamento. I media ucraini segnalano incendi in un deposito petrolifero a Podolsk e in un magazzino della società Wildberries. Sei persone, tra cui tre stranieri, sono state ricoverate a Domodedovo per ferite da esplosione.
Raid paralleli con droni hanno colpito anche la Crimea occupata, provocando roghi alla sottostazione elettrica Pryvitne di Alushta e la temporanea chiusura del ponte di Kerch.
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