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- Roma - Mercoledì 22 Luglio 2026
Attentato a Sigfrido Ranucci: il Riesame conferma l'arresto e l'aggravante mafiosa per i quattro esecutori
I giudici respingono le richieste della difesa: restano le accuse di strage e associazione per delinquere per la bomba di Pomezia dell'ottobre 2025. I legali contestano l'aggravante.
Il Tribunale del Riesame di Roma ha confermato in toto l'impianto accusatorio e le misure cautelari a carico dei quattro indagati ritenuti i presunti esecutori materiali dell'attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione televisiva Report.
Restano in carcere tre degli indagati, mentre per il quarto è stata confermata la misura degli arresti domiciliari: per tutti permangono le gravissime ipotesi di reato di strage e associazione per delinquere, aggravate dal metodo mafioso.
I fatti al centro dell'inchiesta risalgono al 16 ottobre 2025, quando l'attentato si consumò in località Campo Ascolano, nel comune di Pomezia (Roma).
La pronuncia dei giudici del Riesame respinge la linea tracciata dagli avvocati difensori Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo. I legali avevano sollecitato in via principale la scarcerazione dei loro assistiti o, in subordine, l'attenuazione della misura con la concessione degli arresti domiciliari. Il cuore della contestazione difensiva riguardava l'applicazione dell'aggravante del metodo mafioso. Secondo gli avvocati, dalle indagini non emergerebbero gli elementi, né oggettivi né soggettivi, necessari a sostenere tale accusa.
A detta della difesa, le evoluzioni dell'inchiesta avrebbero ormai superato l'ipotesi iniziale di un movente di matrice camorristica; inoltre, l'analisi delle intercettazioni e le stesse modalità di esecuzione dei fatti non restituirebbero un quadro riconducibile alla criminalità organizzata.
Infine, gli avvocati hanno fatto leva sulle posizioni della stessa Procura, che definisce le indagini tuttora in corso per arrivare all'identificazione degli eventuali mandanti: per la difesa, tale incertezza escluderebbe di fatto l'esistenza di un'organizzazione criminale strutturata atta a giustificare la contestazione del metodo mafioso.
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