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  • Roma - Mercoledì 29 Luglio 2026, 14:45

Camera, via libera finale alla legge sui domiciliari per tossicodipendenti: no di M5s e vannacciani

Il provvedimento passa con 153 favorevoli: astenute le altre opposizioni.

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La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che intraprendono un percorso di recupero.

L'Aula di Montecitorio ha dato il via libera con 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astenuti. La misura prevede una modalità di custodia domiciliare fondata sull'adesione a programmi di cura per condanne non superiori a otto anni, fatte salve alcune eccezioni. La maggioranza ha sostenuto compatta il provvedimento, mentre la maggior parte delle opposizioni si è astenuta; contrari invece il Movimento 5 Stelle e Futuro Nazionale.

"Con l'approvazione definitiva da parte della Camera dei deputati, il disegno di legge sulle misure alternative al carcere per i detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti diventa legge. Si tratta di una riforma importante che rende il nostro ordinamento più giusto, più moderno, più umano e, soprattutto, più efficace.

Il carcere non rappresenta la risposta più adeguata per chi affronta una condizione di dipendenza e il recupero può essere la strada migliore per prevenire la recidiva e favorire un autentico reinserimento nella società. La nuova legge valorizza i percorsi terapeutici, introduce la possibilità della detenzione domiciliare presso le comunità terapeutiche, rafforza gli strumenti alternativi alla detenzione e riconosce il legame che, in molti casi, esiste tra la dipendenza e il reato commesso.

È una riforma che dimostra come lo Stato possa coniugare la certezza della pena con la finalità rieducativa della sanzione, offrendo a chi vuole cambiare un'opportunità concreta di recupero, senza mai rinunciare alla tutela della sicurezza collettiva.

Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, per il prezioso lavoro svolto e per la sensibilità dimostrata su un tema così delicato. La finalità rieducativa della pena, sancita dalla Costituzione, trova oggi una concreta applicazione in una riforma che guarda alla sicurezza dei cittadini senza rinunciare al recupero delle persone". Lo afferma la sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano.

Di segno opposto la posizione del Movimento 5 Stelle, che ha espresso forte contrarietà in Aula. "A chi si applicherà questa nuova misura? A soggetti che devono scontare una pena residua fino a 8 anni - ha detto in dichiarazione di voto Valentina D'Orso del M5s - anche a chi ha commesso un unico reato molto grave. Persone potenzialmente assai pericolose che usciranno dal carcere e andranno in strutture senza alcuna vigilanza e controllo". "Potrà andare in comunità di recupero anche il black bloc che in Val di Susa spacca la testa al poliziotto, se riesce a dimostrare nel processo di essere tossicodipendente e che era su di giri durante la manifestazione".

D'Orso ha quindi motivato il no dei pentastellati parlando di "un provvedimento che per certi versi è un'operazione di pura facciata e per altri mina il principio di certezza della pena e la credibilità dello stato".

Critiche anche da Futuro Nazionale, che ha votato contro dopo il rigetto di un proprio emendamento. "E' il Mondo al contrario. Si dice che il tossicodipendente o l'alcolista che fa una rapina puo' avere diritto alla detenzione domiciliare ma chi esce e si difende non può beneficiarne". Lo ha detto il deputato Gianangelo Bof di Futuro Nazionale in dichiarazione di voto sul ddl per i domiciliari ai tossicodipendenti. Il parlamentare ha contestato l'inammissibilità della proposta emendativa del suo gruppo: "Poi abbiamo le processioni da Mario Roggero...".

"Noi cerchiamo di aiutarlo in Aula e oggi ci si inventa un cavillo procedurale all'interno di questo provvedimento", ha lamentato Bof, spiegando che la proposta intendeva estendere la detenzione domiciliare nei casi in cui "la detenzione domiciliare" potesse "essere concessa anche in deroga ai limits e alle preclusioni oggettive e soggettive", "qualora il reato sia stato commesso in conseguenza di stati emotivi, purché determinati da un impulso contingente insorto in stato di provocazione, ovvero in reazione a reiterate condotte prevaricatrici o vessatorie, e sempre che non siano determinati da motivi abietti o futili e il fatto non sia stato commesso con premeditazione".

"Non possiamo accettare queste risposte procedurali", ha concluso Bof.

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