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  • Roma - Mercoledì 22 Luglio 2026

Caso 'Bisteccheria d'Italia', la Giunta dice no al sequestro delle chat di Delmastro: bagarre al Senato e polemiche delle opposizioni

Il M5S occupa i banchi del Governo a Palazzo Madama: seduta sospesa. Attacchi duri anche dal Partito Democratico.

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La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta avanzata dalla Procura di Roma per il sequestro delle chat tra il deputato di Fratelli d'Italia ed ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, e Mauro Caroccia, nell'ambito dell'inchiesta sul caso 'Bisteccheria d'Italia'.

La decisione è arrivata con il voto favorevole della maggioranza alla proposta formulata dal relatore Pietro Pittalis (FI), mentre il centrosinistra ha votato contro.

La decisione ha scatenato un'immediata e dura protesta nell'Aula del Senato da parte del Movimento 5 Stelle. "Oggi per noi i lavori finiscono qui", ha annunciato il capogruppo M5S Paolo Pirondini, prima che i senatori pentastellati occupassero i banchi del Governo esponendo cartelli con la scritta "Fuori le chat".

Durante l'azione di protesta si sono vissuti momenti di forte tensione quando il senatore di Fratelli d'Italia Roberto Menia ha strappato dalle mani di Pirondini uno dei cartelli, innescando un vivace battibecco che ha richiesto l'intervento di altri parlamentari per evitare il contatto fisico.

Al coro di "Vergogna, vergogna", la presidenza ha disposto la sospensione della seduta.

Polemiche roventi arrivano anche dal Partito Democratico. "Si proclamano paladini della giustizia a parole, ma nei fatti impediscono e ostacolano il lavoro della magistratura", attacca il deputato dem Federico Gianassi. "È questo il volto della maggioranza, che oggi in Giunta per le autorizzazioni della Camera ha respinto la richiesta di utilizzo delle chat dell'ex sottosegretario Andrea Delmastro nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta Bisteccheria d'Italia. Una decisione di estrema gravità, che ostacola lo svolgimento delle indagini anche nei confronti di soggetti a quali sono contestati reati gravissimi aggravati dall'agevolazione mafiosa. Giorgia Meloni aveva promesso che non avrebbe coperto nessuno e che non ci sarebbero più state zone d'ombra nell'operato dei suoi. Oggi, invece, dimostrano di fare esattamente il contrario: continua a coprire i propri compagni di partito, anche a costo di indebolire il lavoro della magistratura".

Sulla stessa linea la nota congiunta firmata dalle componenti M5S nella Giunta delle autorizzazioni di Montecitorio, Enrica Alifano, Carla Giuliano e Daniela Torto: "Le giunte delle autorizzazioni di Camera e Senato sono diventate organi scudificio per i politici del centrodestra, la maggioranza respinge qualsiasi richiesta dei magistrati a prescindere da ogni valutazione di merito. Devono solo proteggere se stessi. Dovendo trovare degli argomenti di facciata, si nascondono, come oggi sul deputato Delmastro, dietro argomentazioni infondate come una presunta genericità della richiesta della procura di Roma. La verità è che la procura ha affermato che le comunicazioni tra Caroccia e Delmastro sono indispensabili per capire se, come si ipotizza, i Caroccia nel ristorante in cui erano in società con Delmastro riciclassero denaro per conto del clan Senese".

Le parlamentari M5S hanno poi concluso: "Parliamo di accuse e contesti mafiosi spaventosi, da un ex sottosegretario alla giustizia ci aspettavamo che lui per primo mettesse a disposizione di tutti la messaggistica, essendo stato il massimo custode della Giustizia italiana dietro il ministro Nordio. Invece no, Delmastro fa parte di una coalizione politica che protegge se stessa e il suo potere sempre e comunque, costi quel che costi. Ieri, insieme al presidente Conte, abbiamo lanciato una sfida a Giorgia Meloni. Lei oggi quella sfida l'ha persa, scegliendo di fare da scudo a Delmastro, proprio come ha fatto con Santanchè.

Questa destra continua a non smentirsi: fa la morale agli altri, ma quando la giustizia riguarda esponenti del proprio governo, alza subito gli scudi per proteggerli. Due pesi e due misure: una per i cittadini, un'altra per la loro cerchia di potere. Stanno umiliando gli organi parlamentari e le istituzioni tutte".

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