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- Roma - Lunedì 27 Aprile 2026
Caso Dell’Utri: a processo per i 42 milioni di Berlusconi, udienza fissata a luglio
La Gup di Milano dispone il rinvio a giudizio per l'ex senatore e la moglie Miranda Ratti. La difesa punta sull'assoluzione: "La Cassazione ha già escluso due volte i reati".
Si sposta a Milano il nuovo capitolo giudiziario riguardante Marcello Dell’Utri e la moglie, Miranda Ratti. La gup del Tribunale meneghino, Giulia Marozzi, ha disposto il rinvio a giudizio per entrambi in merito alla vicenda dei bonifici bancari ricevuti da Silvio Berlusconi.
Si tratta di donazioni per una cifra superiore ai 42 milioni di euro, versate dal Cavaliere dopo la condanna definitiva dell'ex senatore per concorso esterno in associazione mafiosa, avvenuta il 9 maggio 2014.
Il processo, che inizierà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale, nasce da un filone investigativo ereditato dalla Dda di Firenze.
L'accusa ipotizza la violazione della normativa antimafia Rognoni-La Torre, che obbliga i condannati per mafia a comunicare ogni variazione del proprio patrimonio, e contesta reati fiscali legati al trasferimento di complessivi 42.679.200 euro.
I legali dell’ex fondatore di Forza Italia e della consorte hanno accolto la decisione con fermezza, ribadendo la regolarità delle somme ricevute. In una nota congiunta, gli avvocati hanno sottolineato che la vicenda relativa al “rinvio a giudizio” è “già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro“.
La difesa, composta dai legali Francesco Centonze, Filippo Dinacci, Tullio Padovani e Lodovica Beduschi, punta a scardinare l'impianto accusatorio nel dibattimento: “Confidiamo di dimostrare l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento”, hanno dichiarato i legali.
L'indagine era originariamente radicata a Firenze, nell'ambito dell'inchiesta sui mandanti esterni delle stragi del ’93-’94. Tuttavia, nel febbraio 2025, la gup toscana Anna Liguori aveva accolto l'eccezione di competenza territoriale, stabilendo che il denaro ricevuto da Berlusconi non avesse connessioni con le indagini sulle stragi e disponendo, di conseguenza, il trasferimento degli atti alla Procura di Milano.
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