
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 4 Agosto 2026, 13:05
Ceuta: al via confronto dei ministri dell'Interno Ue, 17 migranti morti al largo delle Baleari
Due soli superstiti dopo 15 giorni alla deriva a Maiorca. Vertice straordinario tra i Paesi membri: stretta sui controlli e polemiche dopo le avvertenze del Marocco.
Nuova tragedia della disperazione nel Mediterraneo, dove 17 migranti sono morti durante una traversata di due settimane verso le isole Baleari. Un'imbarcazione partita dal Nord Africa con 19 persone a bordo è rimasta alla deriva per 15 giorni prima dell'intervento dei soccorsi.
La motovedetta del Salvataggio Marittimo spagnolo ha individuato il natante a 12,6 miglia a sud-ovest di Maiorca, traendo in salvo gli unici due superstiti, entrambi di origini magrebine. I sopravvissuti sono stati trasferiti d'urgenza all'ospedale Son Espases di Palma in condizioni di grave disidratazione e malnutrizione.
Nell'area sono scattate le perlustrazioni aeree per la ricerca di eventuali salme o dispersi, mentre un'ulteriore operazione condotta all'alba ha portato al soccorso di un secondo barchino con 15 persone a bordo a sud-est di Ibiza.
La drammatica notizia si intreccia con il piano politico e diplomatico: è partita infatti la riunione straordinaria in videoconferenza dei ministri degli Interni dell'Unione Europea, convocata dalla presidenza di turno irlandese per affrontare la gestione della crisi migratoria a Ceuta.
Al termine del vertice non è prevista una conferenza stampa congiunta, mentre nel pomeriggio è fissato l'intervento del commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner.
Sul fronte delle tensioni geopolitiche, un alto funzionario marocchino ha rivelato all'Afp che Rabat aveva preventivamente allertato Madrid sui possibili rischi dopo una pronuncia giudiziaria della Corte Suprema spagnola riguardante le espulsioni immediate degli arrivi via mare: "Abbiamo spiegato che questa sentenza ci avrebbe creato un problema".
La fonte ha respinto ogni accusa di negligenza da parte della sicurezza marocchina: "È semplicistico affermare che il Marocco avrebbe dovuto semplicemente usare la forza per fermarli. Ciò dimostra una totale mancanza di comprensione di questo fenomeno. Non è responsabilità esclusiva del Marocco gestire questo fenomeno", ricordando che il costo di gestione per il regno si aggira sui 500 milioni di euro all'anno, pur ribadendo la collaborazione con la Spagna: "Oggi spetta alla Spagna trovare le risposte alle sfide poste da questa sentenza".
Nel corso del Consiglio Giustizia e Affari Interni, il ministro dell'Interno italiano Matteo Piantedosi ha voluto chiarire la posizione di Roma alla luce del ripristino dei controlli di frontiera: "Vorrei chiarire in modo netto la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner. È una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell'intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi". Il titolare del Viminale ha infine espresso al governo spagnolo la piena solidarietà dell'Italia.
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