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- Roma - Lunedì 20 Luglio 2026
Contratto enti locali: verso la firma del rinnovo, aumenti fino a 154 euro a regime nel 2027
La bozza Aran fissa i nuovi minimi e introduce lo scudo umano per l'uso dell'intelligenza artificiale negli uffici. Attesa anche l'adesione della Cgil.
È attesa per domani la firma del rinnovo contrattuale dei lavoratori degli enti locali relativo al triennio 2025-2027. Secondo l'ultima bozza trasmessa dall'Aran alle organizzazioni sindacali, gli incrementi complessivi a regime nel 2027 oscilleranno tra i 118,69 euro mensili per gli operatori e i 154,13 euro per le elevate professionalità.
Nel dettaglio, le buste paga vedranno un incremento tabellare da gennaio 2027 compreso tra 108,95 e 138,52 euro, a cui si sommerà da luglio 2027 lo scatto dell'indennità di comparto, variabile tra 9,74 e 15,61 euro. Per le figure intermedie, gli operatori esperti otterranno un aumento totale di 125,35 euro (113,53 di tabellare e 11,82 di indennità), mentre per gli istruttori la crescita complessiva toccherà i 141,40 euro (127,63 di base e 13,77 di comparto).
Il testo si preannuncia storico anche sul fronte sindacale, poiché dovrebbe incassare la firma della Cgil, che era rimasta fuori dal precedente accordo.
Oltre alla parte economica, l'intesa introduce una regolamentazione pionieristica sull'uso dell'intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione locale. Vengono stabiliti stringenti obblighi informativi sulle finalità, sui dati trattati e sulle ricadute del software su sicurezza, carichi di lavoro e performance.
La norma vieta esplicitamente decisioni interamente automatizzate che abbiano impatti giuridici o sul rapporto di lavoro senza un adeguato intervento umano. Viene inoltre "garantito al lavoratore il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi di Intelligenza Artificiale utilizzati che incidano sulla valutazione della prestazione, sull'assegnazione di compiti, sull'orario di lavoro o su altri aspetti rilevanti del rapporto di lavoro".
Novità anche per le elevate qualificazioni: la retribuzione di posizione oscillerà da un minimo di 5.000 a un massimo di 22.000 euro lordi annui per tredici mensilità, ridotti a una forbice tra 3.000 e 9.500 euro in caso di carenza di personale di ruolo. Tali incarichi, della durata massima di tre anni, saranno legati anche a una retribuzione di risultato a cui gli enti dovranno destinare almeno il 15% delle risorse dedicate.
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