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  • Roma - Venerdì 24 Luglio 2026

Ddl minori, Camere Penali: "Sull'imputabilità ci sono dubbi di incostituzionalità"

I penalisti bocciano la stretta sull'imputabilità degli under 18: "Sintomo di un'illusione securitaria. Un ordinamento maturo non tratti i minori da adulti".

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I penalisti mettono a fuoco le criticità del testo, inserendolo in un solco politico ritenuto punitivo nei confronti dei più giovani: "Si tratta di una modifica che incide in modo radicale sul fondamento stesso della giustizia minorile.

Il testo del disegno di legge aggiunge un ulteriore tassello alla strategia repressiva adottata nei confronti dei minori, iniziata con il decreto Caivano e proseguita, da ultimo, con la prospettata estensione del fermo di prevenzione anche ai minorenni. In questo quadro, la cosiddetta "stretta anti‑maranza", oltre a generare forti dubbi di compatibilità costituzionale, appare il sintomo di una preoccupante regressione culturale."

L'Unione evidenzia come la riforma vada a scalzare le fondamenta storiche dell'ordinamento minorile italiano: "Si tratta di una modifica che incide in modo radicale sul fondamento stesso della giustizia minorile, storicamente costruita sulla consapevolezza che l'adolescenza è una fase caratterizzata da una personalità in formazione e da una maturazione non ancora compiuta. Per questa ragione il codice penale del 1930 e ancor più il sistema delineato dal processo penale minorile del 1988, richiedono un accertamento concreto della maturità del minore e della sua effettiva capacità di comprendere il significato delle proprie azioni".

Nel documento, l'UCPI richiama la politica a un approccio basato sui dati scientifici e sul rispetto dei principi fondamentali dello Stato di diritto: "Un ordinamento liberal-democratico maturo dovrebbe essere capace di abbandonare le illusioni securitarie e le pulsioni emotive che spesso accompagnano il dibattito pubblico sulla devianza minorile, per recuperare la lucidità delle scelte coerenti con i principi costituzionali e fondate sulla scienza e sui dati empirici. Il disegno di legge rischia di costituire il primo passo di un percorso già evocato nel dibattito pubblico: quello volto alla progressiva riduzione dell'età dell'imputabilità".

Infine, la nota si chiude con un monito sull'efficacia e la sostenibilità di interventi meramente sanzionatori: "La vera prova di maturità di uno Stato non consiste nel trattare i minori come adulti, ma nel saper riconoscere che non lo sono, elaborando strategie d'intervento che non siano mera espressione di una muscolare e illusoria manifestazione di intransigenza istituzionale a 'costo zero'".

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