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  • Roma - Venerdì 24 Luglio 2026

Il Fmi "loda" l'Italia sul deficit, ma chiede di accelerare sul debito. Pil confermato a +0,5%

Il Fondo Monetario promuove il consolidamento dei conti pubblici: discesa del deficit al 3,1% nel 2025 e al 2,9% nel 2026. Ma sul debito (al 137%) sollecita un piano di rientro più deciso.

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Promozione con riserva per i conti pubblici italiani da parte del Fondo Monetario Internazionale. Nel rapporto redatto a conclusione della missione dell'Articolo IV sull'Italia, l'istituto di Washington evidenzia i risultati positivi ottenuti sul fronte del deficit — stimato al 3,1% del Pil per il 2025, al 2,9% nel 2026 e al 2,8% nel 2027 — definendo l'azione di bilancio intrapresa dal governo un elemento di rilievo.

I progressi dell'Italia nel consolidamento delle finanze e nella riduzione del deficit "meritano di essere lodati e sottolineati", evidenzia la nota dell'istituto.

L'economia italiana prosegue lungo un percorso di crescita moderata ma costante: il Pil ha registrato un +0,5% nel 2025 — sostenuto dall'attuazione degli investimenti legati al Pnrr — e le stime vedono confermato un ritmo dello 0,5% anche per il 2026 e per il 2027, prima di un’accelerazione all'0,8% prevista per il 2028.

Nonostante i passi avanti sul saldo primario, l'elevato livello del debito pubblico — attestato intorno al 137% del Pil nel 2025 — richiede una strategia di rientro più incisiva, pari a misure correttive aggiuntive nell'ordine dell'1% del Pil da attuarsi mediante recuperi di efficienza.

A fare il punto sul quadro congiunturale è stata la capo missione del Fmi per l'Italia, Lone Christiansen: "Il debito pubblico è elevato. Suggeriamo un avvio deciso del percorso di riduzione, con la raccomandazione ad accelerare leggermente il ritmo nel breve termine. Il conflitto in Medio Oriente e l'elevata incertezza globale sono fattori che peseranno nel breve periodo, mentre bassa produttività e dinamiche demografiche sfavorevoli rappresentano elementi di freno nel medio periodo".

Un quadro complessivamente positivo emerge infine dalla valutazione del settore finanziario (Fsap): il sistema bancario e finanziario italiano viene giudicato "sostanzialmente solido, grazie a un'efficace vigilanza e alla resilienza dimostrata dalle banche anche in scenari avversi estremi".

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