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- Asti - Venerdì 24 Luglio 2026
Incidente mortale sulla Asti-Cuneo: caduta l'ipotesi della "gara di velocità", un guidatore condannato a 8 anni
Il Tribunale di Asti condanna un 60enne per lo schianto in cui perse la vita la ventenne Matilde Baldi, mentre l'altro conducente è stato assolto.
Un automobilista condannato a otto anni di reclusione e l'altro completamente assolto. Si è chiuso con questa sentenza il processo celebrato con rito abbreviato davanti al giudice del Tribunale di Asti, Matteo Bertelli Motta, per il drammatico incidente stradale verificatosi l'11 dicembre lungo l'autostrada A33 Asti-Cuneo, costato la vita alla ventenne Matilde Baldi e nel quale rimase gravemente ferita la madre della giovane, Elvia Pia.
A giudizio figuravano due uomini — il 60enne Franco Vacchina e il 47enne Davide Bertello — entrambi alla guida di vetture Porsche. La sentenza ha accolto soltanto parzialmente l'impostazione dell'accusa sostenuta dal pubblico ministero Sara Paterno, che aveva richiesto pene rispettivamente di dieci e cinque anni di reclusione: la Corte ha infatti rideterminato la pena per il primo e ha scagionato il secondo, facendo cadere l'ipotesi iniziale secondo cui lo schianto fosse stato causato da una sfida ad alta velocità tra i due veicoli.
La dinamica dell'impatto aveva visto la piccolissima utilitaria con a bordo la ragazza e la madre procedere alla velocità di circa 70 chilometri orari, quando venne violentemente tamponeata dal veicolo guidato dal 60enne, che viaggiava a una velocità superiore ai 200 chilometri orari. In seguito alle gravissime lesioni riportate nell'impatto, Matilde Baldi si spense dopo cinque giorni di ricovero e agonia presso l'ospedale di Alessandria.
L'altro automobilista a processo, per il quale la Procura ipotizzava la partecipazione al presunto inseguimento e l'omissione di soccorso, è stato prosciolto da ogni accusa.
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