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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 29 Luglio 2026, 15:40

Iran-Usa, Teheran attacca base americana in Giordania. Trump minaccia: "Colpiremo duramente".

Raid Usa-Arabia Saudita contro le milizie filo-iraniane in Iraq, tre petroliere colpite a Hormuz. Veloce impennata del prezzo del greggio.

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"Colpiremo l'Iran duramente". Donald Trump risponde con toni durissimi all'ondata di attacchi sferrati da Teheran contro obiettivi statunitensi nella regione. In un'intervista rilasciata all'emittente Fox, l'inquilino della Casa Bianca ha confermato la linea dell'intransigenza, sottolineando come le recenti incursioni aeree americane e saudite condotte in Iraq siano state pienamente coordinate con il governo di Baghdad.

L'escalation si è consumata su più fronti nell'arco di poche ore. L'esercito giordano e le forze Usa hanno intercettato e distrutto cinque missili balistici lanciati dall'Iran verso una base americana situata in territorio giordano.

Parallelamente, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha rivendicato l'attacco a tre petroliere nello Stretto di Hormuz, sostenendo che i mercantili avessero ignorato gli alt e continuassero a percorrere "una rotta pericolosa e illegale".

Teheran ha inoltre respinto la proposta avanzata dall'Oman per una gestione equa e condivisa dello Stretto, pretendendo il controllo maggioritario del canale navigabile.

La risposta di Washington non si è fatta attendere: caccia americani e sauditi sotto il comando del Centcom hanno condotto raid di precisione contro i depositi d'armi e le basi delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf) in Iraq, milizie legate ai pasdaran ritenute responsabili di oltre 30 attacchi con droni negli ultimi tre giorni. Secondo fonti delle milizie, i bombardamenti avrebbero causato almeno 20 morti e oltre 30 feriti.

Teheran ha condannato con forza le incursioni parlalndo di "chiara aggressione alla sovranità irachena", mentre la tv di Stato iraniana ha denunciato ulteriori raid aerei statunitensi nella zona di confine di Piranshahr.

L'instabilità dell'area marittima si aggrava anche per l'allarme lanciato dal governo yemenita sulle intenzioni dei ribelli Houthi di imporre un pedaggio per il transito nel Mar Rosso e a Bab al-Mandeb.

Nel frattempo, sul piano del riarmo, indiscrezioni di stampa indicano che Teheran sarebbe in procinto di ricevere dalla Cina ben 400 lanciamissili antiaerei portatili. La fiammata di tensioni geopolitiche si è immediatamente scaricata sui mercati energetici internazionali, spingendo il greggio al rialzo di oltre tre punti percentuali, con il Wti salito a 82,07 dollari al barile e il Brent attestato a quota 87,11 dollari.

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