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  • Roma - Venerdì 31 Luglio 2026, 14:40

Migranti: Ceuta in ginocchio, oltre 60 mila ingressi e 24 morti. Scontro Madrid-Roma su Schengen

Sanchez in visita nell'enclave parla di "attacco alla sovranità" e accusa le mafie. Il presidente regionale Vivas: "Situazione insostenibile". Tensione Ue: Borrell frena Meloni, la Francia blinda i confini con la Spagna.

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L'enclave spagnola di Ceuta è al collasso travolta da un'ondata migratoria senza precedenti. Nelle ultime ore oltre 60.000 persone – circa il 70% della popolazione locale – sono riuscite a varcare il confine via terra e via mare dal Marocco, mettendo in ginocchio l'intera macchina dell'accoglienza e spingendo le autorità a cancellare persino le feste patronali.

Pesantissimo il bilancio delle vittime: sono almeno 24 i corpi recuperati in mare dalla Guardia Civil. Tensione altissima anche sul fronte diplomatico, con Roma che valuta la sospensione dell'accordo di Schengen con Madrid e la replica del governo spagnolo che respinge le accuse.

A fotografare la gravità della crisi è il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas: "Le stime parlano di circa 60.000 persone entrate nelle ultime ore, il che equivale al 70% della popolazione di Ceuta. La situazione è insostenibile. È come se in Spagna in 24 ore entrassero 34 milioni di persone. Una cifra che indica che è assolutamente impossibile assimilare questa pressione", ha dichiarato denunciando la "sensazione di inquietudine e impotenza" della popolazione.

Sul posto è giunto d'urgenza il premier spagnolo Pedro Sanchez che, dopo aver mobilitato l'esercito e incontrato le autorità locali, ha puntato il dito contro i trafficanti: "Quanto accaduto a Ceuta è un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna", ha premesso Sanchez, assicurando che l'esecutivo "utilizzerà tutte le risorse per garantire la sicurezza dei ceuti".

I responsabili, ha ribadito il premier, sono "le mafie", protagoniste di una lettura distorta di una recente sentenza della Corte Suprema sulla non rimpatriabilità di chi entra a nuoto: un messaggio "diffuso come la polvere da sparo attraverso le reti".

Dura la reazione delle istituzioni europee. "Le immagini provenienti da Ceuta sono inaccettabili. Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole", ha rimarcato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sollecitando "rimpatri rapidi".

La crisi ha scatenato un immediato effetto domino internazionale. Il governo italiano, con contatti costanti tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, valuta la sospensione dei patti di Schengen con la Spagna. Proposta respinta con fermezza da Madrid – fonti diplomatiche precisano che la crisi "non ha nulla a che vedere con la regolarizzazione dei migranti" – e dall'ex Alto Rappresentante Ue Josep Borrell: "Secondo la legislazione della Ue, nessuno Stato membro può sospendere unilateralmente la partecipazione di un altro a Schengen".

Intanto la Francia muove le sue contromisure: il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha annunciato il rafforzamento immediato dei controlli al confine spagnolo e l'attivazione della Force d'intervention rapide. Mentre a Melilla la frontiera di Beni-Enzar è stata chiusa dopo l'ingresso di circa 400 persone per un "effetto emulazione", lungo i confini marocchini l'Ong Amdh segnala violenti scontri con lanci di pietre e decine di arresti. La vicenda valica infine l'Atlantico, trasformandosi in terreno di scontro politico negli Stati Uniti: dalla Casa Bianca gli uomini di Donald Trump citano i fatti di Ceuta per difendere le politiche repressive sul confine e attaccare la gestione dei democratici.

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