Ultim’ora

Ascolta il giornale radio

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Milano - Venerdì 24 Luglio 2026

Milano: omicidio Mastrapasqua, sì alla giustizia riparativa per Daniele Rezza. I giudici: "Ultima opportunità"

La Corte d'Assise d'Appello di Milano ammette il 21enne condannato a 27 anni per l'aggressione per le cuffiette. L'opposizione della famiglia della vittima: "Le scuse dopo un anno non valgono niente".

Condividi questo articolo

A Daniele Rezza va concessa "l'ultima opportunità istituzionale" per "tentare un suo effettivo recupero sociale". Lo hanno stabilito i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Milano, ammettendo al percorso di giustizia riparativa il 21enne condannato a 27 anni di carcere per l'omicidio di Manuel Mastrapasqua, il 31enne ucciso con una coltellata al cuore nell'ottobre del 2024 per sottrargli un paio di cuffiette.

L'ordinanza di sei pagine motiva la scelta evidenziando come i programmi riparativi siano legati all'interesse sia dell'autore del reato sia delle vittime. I giudici hanno preso atto della contrarietà dei familiari della vittima, definita una "chiusura umanamente comprensibile", e dei loro comportamenti di "aperta ostilità" di fronte ai tentativi di Rezza di chiedere perdono in aula.

Le parole del giovane omicida erano state accolte come un affronto dalla madre e dai fratelli del 31enne: "Le scuse chieste dopo un anno non valgono niente e non me ne faccio niente", aveva dichiarato il fratello della vittima all'indomani del giudizio d'appello.

I magistrati hanno tuttavia ricordato che la mancanza di un consenso congiunto tra le parti non può condurre sistematicamente al diniego dei percorsi riparativi, poiché nei casi di omicidio "il dolore per la perdita" tende ad azzerare "ogni interesse relazionale con chi tale invincibile dolore ha cagionato".

Per Rezza è stato ipotizzato un cammino di riconciliazione da attuarsi anche attraverso una cosiddetta "vittima surrogata". L'ammissione risponde alla necessità di favorire la "responsabilizzazione" e la "ricostituzione dei legami con la comunità" di un soggetto affetto da sociopatia che colpì una persona a caso.

Nel provvedimento viene riscontrato come nei due anni di detenzione non sia trascorso mese senza un rapporto disciplinare a carico del giovane per "intemperanze", "esplosioni di ira" e "aggressioni". Il percorso parallelo condotto dal Centro per la Giustizia Riparativa di Milano non andrà ad alterare l'impianto della pena penale né le garanzie processuali.

A margine della pronuncia, l'avvocata Roberta Minotti, legale della famiglia Mastrapasqua, ha commentato: "La Corte è stata estremamente obiettiva nel valutare la gravità del reato e la congruità della pena inflitta e comunque ha compreso le ragioni dei familiari a non prestare il consenso, vista la gravità dei fatti e il comportamento che Rezza ha avuto. Mi pare quasi un atto dovuto da parte dei giudici, questa è un'impressione personale, in relazione al fatto che, trattandosi di una pena così severa, prima o poi Rezza dal carcere uscirà e quindi dovrà essere preparato per affrontare un reinserimento sociale".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti