
- Prima Notizia 24
- Roma - Sabato 19 Settembre 2026, 13:50
“Molte vite in una sola”, al Senato la storia di Rosa Alfaro Guevara tra migrazione, amore e cura
Il 2 ottobre a Palazzo Madama la presentazione dell’autobiografia edita da Accademia. Una vicenda personale che attraversa Perù e Italia e diventa testimonianza sui temi dell’integrazione, dell’Alzheimer, dell’assistenza e della dignità. L’incontro si svolgerà su iniziativa del senatore Maurizio Gasparri.
di Giorgio Neri
Ci sono vite che sembrano contenerne molte altre. Cambiano Paese, lingua, lavoro, abitudini. Attraversano distacchi, ricominciano da zero, incontrano l’amore e poi la malattia, conoscono la fragilità ma anche quella forma silenziosa di forza che nasce dal prendersi cura degli altri.
È dentro questo percorso umano che prende forma “Molte vite in una sola”, l’autobiografia di Rosa Eufemia Alfaro Guevara(NELLA FOTO), edita da Accademia, che sarà presentata venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 17 nella Sala “Caduti di Nassiriya” di Palazzo Madama, presso il Senato della Repubblica, in Piazza Madama 11 a Roma. La Sala Caduti di Nassirya è lo spazio di Palazzo Madama che ospita, tra le altre attività, conferenze stampa e convegni.
L'iniziativa si svolgerà su iniziativa del senatore Maurizio Gasparri. A moderare l'incontro sarà la giornalista Alessandra Canale. Le letture saranno affidate all'attore Vincenzo Bocciarelli. Interverranno l'autrice Rosa Alfaro Guevara e l'editore Giuseppe De Nicola.
Ma al centro dell'incontro ci sarà soprattutto lei, Rosa, e una storia che parte dal Perù e arriva in Italia portando con sé il significato, non sempre semplice, della parola “ricominciare”.
Nel suo Paese d'origine Rosa costruisce la propria formazione e matura una forte vocazione verso il servizio agli altri, attraverso gli studi, l'esperienza nelle istituzioni pubbliche e l'impegno sociale. Poi arriva la scelta che cambia tutto: lasciare il Perù e trasferirsi in Italia.
Comincia così un'altra vita dentro la stessa vita.
Una nuova lingua da imparare, un nuovo tessuto sociale nel quale trovare il proprio spazio, il lavoro, le difficoltà dell'integrazione e la necessità di ricostruire quotidianamente una propria identità senza cancellare quella precedente.
Rosa sceglie di farlo prendendosi cura degli altri. Consegue la qualifica di Operatrice Socio Sanitaria e dedica la propria attività alle persone più fragili, proseguendo contemporaneamente l'impegno nel volontariato e nel Terzo Settore, anche attraverso l'Associazione Provida ETS.
È qui che il libro supera progressivamente i confini dell'autobiografia.
L'immigrazione non viene raccontata attraverso numeri, statistiche o contrapposizioni, ma dal punto di vista di chi l'ha vissuta: il distacco dalla propria terra, la fatica dell'inserimento, la conquista dell'autonomia, il lavoro e la partecipazione alla vita della comunità.
Poi, nelle pagine, entra un'altra prova: l'Alzheimer del marito.
È probabilmente il passaggio più intimo del racconto. La malattia viene osservata dalla parte di chi resta accanto: la diagnosi, la quotidianità che cambia, i ricordi che lentamente si allontanano, il rapporto tra il malato e chi se ne prende cura.
Il racconto di Rosa diventa così anche quello di tanti familiari e caregiver che convivono ogni giorno con le malattie neurodegenerative. Persone che spesso combattono una battaglia discreta, fatta di assistenza, stanchezza, affetto e dignità.
Ed è proprio questa dimensione a dare al libro un significato collettivo.
“Molte vite in una sola” non racconta soltanto ciò che è accaduto a una donna. Racconta cosa può significare attraversare mondi diversi senza smarrire il desiderio di essere utile agli altri.
Nella storia di Rosa Alfaro Guevara convivono la donna migrante e la professionista, la moglie e la caregiver, la volontaria e la presidente di un'associazione. Identità diverse che non si sostituiscono l'una all'altra, ma finiscono per comporre la stessa persona.
Da qui anche il senso della presentazione in una sede istituzionale: portare una vicenda privata dentro una riflessione pubblica su integrazione, solidarietà, Alzheimer, assistenza alle famiglie e responsabilità sociale.
Perché dietro fenomeni che siamo abituati a raccontare con grandi numeri esistono sempre nomi, volti e biografie.
Quella di Rosa Alfaro Guevara ne contiene, come suggerisce il titolo, più di una.
E forse proprio per questo riesce a raccontare anche un pezzo della vita degli altri.
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