Ultim’ora

Ascolta il giornale radio

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Lunedì 15 Giugno 2026

"Più libri, più liberi", Nordio: "Patentino antifascista? Organizzatori non sanno che il codice penale è firmato da Mussolini"

Il guardasigilli critica la scelta degli organizzatori della kermesse di richiedere agli editori una dichiarazione di adesione ai valori costituzionali come requisito per l'iscrizione.

Condividi questo articolo

La determinazione dei criteri di partecipazione alle manifestazioni culturali nazionali diventa oggetto di un acceso confronto tra i vertici del governo e gli operatori del settore editoriale.

Al centro della controversia si colloca la prossima edizione della Fiera ‘Più libri più liberi”, in programma a dicembre a Roma, i cui responsabili hanno stabilito l'obbligo per le case editrici di firmare una nota formale di condivisione dei principi espressi dalla Carta Costituzionale per poter accedere agli spazi espositivi.

Sulla vicenda si è espresso con toni molto critici il titolare del dicastero della Giustizia, Carlo Nordio, che ha voluto evidenziare il paradosso storico e giuridico sotteso, a suo avviso, a simili forme di selezione ideologica preventiva: “Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini“.

L'affondo del guardasigilli si inserisce in una scia di contestazioni istituzionali inaugurata nelle ore precedenti dalla presidenza del Consiglio. Giorgia Meloni aveva infatti utilizzato i propri canali social ufficiali per censurare duramente il documento d'impegno della rassegna, definendo la richiesta un esplicito strumento di esclusione ed etichettando l'iniziativa como un vero e proprio atto di "censura" nei confronti del libero pensiero.

Di contro, i promotori della kermesse letteraria hanno respinto le accuse di parzialità attraverso una nota esplicativa diffusa nel corso del pomeriggio. La direzione della Fiera ha difeso l'impianto del regolamento d'iscrizione, precisando che la sottoscrizione della dichiarazione non risponde a intenti discriminatori, bensì a "un’esigenza di chiarezza e unità tra i diversi attori" chiamati a prendere parte al salotto culturale della capitale.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti