Ultim’ora

Ascolta il giornale radio

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Lunedì 15 Giugno 2026

Accordo tra Stati Uniti e Iran: venerdì la firma per mettere fine alle ostilità

L'intesa siglata nella notte, grazie alla mediazione decisiva di Qatar e Pakistan, prevede l'interruzione immediata dei combattimenti, anche sul fronte libanese, e lo sminamento dello Stretto di Hormuz.

Condividi questo articolo

La diplomazia internazionale registra una svolta storica nel quadrante mediorientale. Nella notte è stato raggiunto un memorandum d'intesa strategico tra l'amministrazione degli Stati Uniti e il governo dell'Iran, volto a interrompere il conflitto in corso e a ridefinire gli equilibri marittimi e nucleari dell'area. Il cronoprogramma ufficiale prevede un passaggio intermedio in Qatar, dove le delegazioni di Washington e Teheran terranno colloqui preparatori a Doha prima della firma, la quale avverrà ufficialmente venerdì a Ginevra, in Svizzera.

I negoziati decisivi sono stati condotti dagli emissari qatarioti che, dopo diciassette ore di serrati confronti nella capitale iraniana iniziati domenica, hanno permesso la formulazione del testo definitivo. Il perimetro dell'accordo tocca da vicino la cessazione dei conflitti armati su scala regionale. I vertici del ministero degli Esteri di Teheran hanno infatti annunciato lo stop istantaneo alle operazioni belliche, specificando che il provvedimento copre l'intero scacchiere bellico, compreso il territorio del Libano.

Sul fronte logistico e commerciale, lo snodo cruciale è rappresentato dalle rotte petrolifere: l'apertura dello Stretto di Hormuz è pianificata per venerdì in concomitanza con la sigla formale dell'intesa, così da avviare le necessarie attività di bonifica e sminamento delle acque per consentire il transito libero del greggio a livello globale.

I dettagli del memorandum sul controllo marittimo sono stati evidenziati dalle agenzie di stampa iraniane, che fanno riferimento a precise intese per la gestione della navigazione. I documenti specificano che la libera circolazione dei mercantili senza gravami finanziari avrà una validità limitata a due mesi: lo riporta l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata sui negoziati. "Questo principio viene ripetuto altrove nel testo. L'Iran accetterà il passaggio delle navi senza costi solo per 60 giorni. Ciò significa che gli Stati Uniti hanno accettato il principio della riscossione delle tariffe, assicurandosi solo un'esenzione di 60 giorni da parte dell'Iran", ha affermato la fonte, citata dalla Fars in forma anonima.

Scaduto il termine bimestrale, l'obiettivo delle autorità iraniane è quello di capitalizzare i flussi mercantili per finanziare i propri programmi industriali interni: Teheran punta a "ricavare entrate dal traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz fornendo servizi di sicurezza, navigazione, tutela ambientale e assicurativi", e usare i proventi per "sostenere lo sviluppo economico del Paese", secondo la stessa fonte citata dalla Fars.

Un ruolo diplomatico di primo piano in questa specifica trattativa è stato esercitato dal sultanato confinante: a detta sua, per ottenere questo accordo ha giocato un ruolo importante "la cooperazione da parte dell’Oman, che condivide il controllo dello Stretto di Hormuz", e sono stati condotti "i negoziati necessari per assicurarsi il sostegno dell’Oman" a tale intesa. Sempre secondo la Fars, alle battute conclusive della formulazione dell'accordo, il testo del memorandum "è stato modificato per sottolineare in modo definitivo ed esplicito l'esercizio della sovranità di Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz".

La versione finale del testo indica che la "futura amministrazione dei servizi marittimi" nello Stretto sarà "determinata" dai due Paesi e che l'uso esplicito di questa espressione significa che gli Usa "hanno riconosciuto il diritto dell’Iran a riscuotere le relative tariffe".

Il dossier nucleare rimane il nodo più delicato, presidiato da rigide scadenze e forti avvertimenti da parte della Casa Bianca. Donald Trump, in una conversazione telefonica con la stampa statunitense, ha chiarito che l'Iran avrebbe garantito uno Stretto di Hormuz "permanentemente libero da pedaggi", rivendicando l'efficacia della sua linea d'azione per la salvaguardia dello Stato di Israele. Tuttavia, qualora l'Iran non raggiungesse un accordo nucleare definitivo con gli Usa, un processo che dovrebbe iniziare venerdì in Svizzera, Donald Trump ha minacciato di riprendere gli attacchi militari contro Teheran o di fare degli Stati Uniti "i custodi del Medio Oriente" in cambio del 20% dei ricavi della regione".

Il blocco delle cancellerie europee composto da Regno Unito, Francia, Germania e Italia (Gruppo E4) ha manifestato la disponibilità a procedere a un parziale alleggerimento delle sanzioni economiche in vigore contro l'Iran, condizionando la misura all'adozione di verifiche ispettive e "passi concreti e verificabili" sul programma atomico. I leader europei hanno ribadito con fermezza la linea invalicabile sul riarmo: "L'Iran non deve mai acquisire armi nucleari. Siamo pronti a collaborare con Usa, Iran e Aiea a tal fine", richiedendo contestualmente la stabilità e la totale sicurezza della navigazione internazionale a Hormuz.

Sul piano operativo marittimo, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer hanno confermato che la speciale task force navale difensiva franco-britannica è pronta a intervenire per scortare i convogli e garantire il mantenimento delle rotte aperte. La reazione delle istituzioni comunitarie è di forte apertura: i vertici dell'Unione Europea, rappresentati da Antonio Costa, Ursula von der Leyen e Kaja Kallas, hanno sollecitato un'applicazione immediata e integrale delle disposizioni, intravedendo una potenziale svolta per la stabilità economica globale. Anche a Roma il capo del governo Giorgia Meloni ha espresso il pieno plauso dell'esecutivo italiano per l'intesa raggiunta nella notte, ringraziando i facilitatori internazionali e offrendo la disponibilità dell'Italia a supportare l'iter negoziale per un trattato ad ampio raggio.

Soddisfazione è stata espressa pure dal ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, che ha elogiato il traguardo del dialogo diplomatico, ringraziando per il contributo i partner della regione, tra cui Arabia Saudita, Turchia, Egitto e le Nazioni Unite.

Nonostante l'accordo tra le due potenze, la situazione sul campo di battaglia mantiene elementi di forte tensione e una parziale prosecuzione delle attività militari. Nelle prime ore della giornata odierna si sono registrati nuovi bombardamenti e attacchi con droni guidati dall'esercito israeliano nelle aree meridionali del Libano, colpendo i distretti di Khiam, Kfar Tebnit e le vie di collegamento tra Haris e Tibnin, causando diversi feriti. La linea strategica di Tel Aviv sul controllo del territorio rimane rigida e slegata dalle intese di Ginevra: "Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ed io stiamo portando avanti una politica chiara che stabilisce che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) rimarranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, senza alcun limite di tempo, per proteggere, da lì, il confine e le comunità israeliane dagli elementi jihadisti", ha dichiarato in modo perentorio il ministro della Difesa di Israele, Israel Katz.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti