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  • Roma - Lunedì 7 Settembre 2026, 13:20

Belgrado, oltre 300 mila persone ai funerali di Ratko Mladic: l'Ue condanna la glorificazione del generale

Esequie di Stato di fatto per l'ex comandante serbo-bosniaco. Presenti ministri del governo e il picchetto d'onore. Annullata la visita della commissaria europea Kos.

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Più di 350 mila persone sono scese in strada a Belgrado per rendere l'ultimo omaggio alla salma di Ratko Mladic, l'ex generale serbo-bosniaco noto come il "boia di Srebrenica", deceduto in carcere all'Aja mentre scontava l'ergastolo per crimini di guerra e per il genocidio dei bosniaci musulmani.

Fin dal primo mattino la folla si è radunata nei pressi della chiesa di San Luca Apostolo, dove la bara è rimasta aperta per cinque ore per consentire la camera ardente. Intorno a mezzogiorno il patriarca della Chiesa ortodossa serba, Porfirije, ha officiato il rito funebre. Il feretro, avvolto nella bandiera nazionale, è stato portato a spalla tra la folla, affiancato da un picchetto d'onore dell'esercito con l'esposizione delle medaglie e del berretto da ufficiale appartenuti a Mladic.

Al termine del rito, un corteo funebre ha accompagnato la salma al cimitero di Topčider per la sepoltura.

Alla cerimonia hanno preso parte alti esponenti delle istituzioni serbe, tra cui il ministro della Giustizia Nenad Vujić — che ha scortato personalmente il feretro sul volo di Stato di rientro dall'Olanda —, il ministro della Cultura Nikola Selaković e il titolare dei Trasporti Darko Glišić. Assente il presidente Aleksandar Vučić, impegnato nell'accoglienza del presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev, ma rappresentato dal figlio Danilo Vučić.

Il clima di venerazione popolare era emerso già nella giornata di domenica con coreografie dedicate all'ex generale da parte delle tifoserie di Stella Rossa e Partizan durante il derby di capitale. L'impostazione data alle esequie ha suscitato una dura reazione da parte dell'Unione Europea. La commissaria per l'Allargamento, Marta Kos, ha annullato la visita ufficiale in Serbia definendo la glorificazione di un condannato per genocidio un atteggiamento "incompatibile con i valori su cui si fonda il percorso verso l'UE".

Parallelamente, un portavoce del Servizio europeo per l'Azione esterna ha ribadito che la figura di Mladic resta legata a crimini tra i più efferati della storia recente, sottolineando come il revisionismo e il negazionismo non possano trovare spazio né all'interno dell'Unione né tra i Paesi candidati all'adesione.

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