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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 18 Settembre 2026, 13:00

Coldiretti incontra Lollobrigida: 40 milioni di euro per i frantoi e controlli straordinari sulla filiera dell'olio

Risorse erogate tramite la cambiale agraria Ismea per sostenere le imprese trasparenti. Il ministro conferma verifiche rigorose su stoccaggi, industrie e grande distribuzione.

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Uso dei 40 milioni di euro destinati ai frantoi oleari mediante la cambiale agraria Ismea per sostenere le aziende trasparenti che lavorano prodotto 100% italiano, bloccando l'accesso ai fondi pubblici a realtà opache e speculative.

È quanto emerso nel corso dell'incontro tra il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e la delegazione di Coldiretti guidata dal vicepresidente nazionale e presidente di Unaprol David Granieri, dal segretario generale Vincenzo Gesmundo e dai vertici regionali dell'organizzazione.

Durante il confronto, il ministro ha confermato l'avvio di una campagna straordinaria di controlli capillari nei siti di stoccaggio, nei frantoi industriali e cooperativi, nelle industrie di trasformazione e nella grande distribuzione organizzata, canale che assorbe l'80% del prodotto.

Coldiretti ha ribadito che le risorse pubbliche devono premiare chi opera nella trasparenza, ritira e paga le olive italiane e riconosce il giusto valore al lavoro degli olivicoltori, evitando che i fondi vadano a beneficio di chi alimenta speculazioni, triangolazioni e pratiche commerciali scorrette.

L'associazione ha inoltre sollecitato la verifica puntuale dei dati sulle giacenze, per impedire che le difficoltà di mercato causate da soggetti spregiudicati vengano scaricate sui produttori agricoli. I dati di settore mostrano una produzione nazionale di circa 234 milioni di litri di olio extravergine d'oliva — stima che potrebbe ridursi a fronte di verifiche ancora più stringenti — a fronte di un consumo interno di 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni e importazioni che toccano i 545 milioni di litri all'anno.

Un quadro quantitativo che, secondo Coldiretti, evidenzia il rischio che una quota di prodotto estero venga commercializzata evocando l'italianità, danneggiando consumatori e filiera agricola.

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