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  • Roma - Mercoledì 5 Agosto 2026, 15:30

Ceuta in ginocchio per i flussi migratori: il presidente Vivas chiede l'aiuto di Madrid

L'exclave spagnola travolta dagli arrivi massicci. Il presidente della città autonoma lancia un appello alla solidarietà nazionale, mentre la polizia avvia l'esame di 2.500 domande d'asilo.

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Un quadro di "caos e insostenibile" emergenza umanitaria sta mettendo a dura prova l'exclave spagnola di Ceuta in seguito all'ondata straordinaria di arrivi delle ultime settimane. La presenza di circa 1.100 minori stranieri non accompagnati ha saturato le strutture di accoglienza, portandole a superare del 2.600% la propria capacità ricettiva, mentre centinaia di giovanissimi vagano ancora per le strade della città autonoma.

Di fronte a un sistema di assistenza ormai al collasso, il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha rivolto un accorato appello alle istituzioni centrali e alle altre regioni della penisola. "Chiediamo soccorso, aiuto, supporto e solidarietà", ha dichiarato Vivas alla tv pubblica Tve, invocando senso dello Stato e lealtà istituzionale per gestire una crisi imprevedibile. "Non solo abbiamo sostenuto la riforma della legge sugli stranieri per redistribuirli in modo vincolante e solidale, ma la stiamo già applicando e continueremo ad applicarla", ha sottolineato l'esponente del Partito Popolare, precisando che "questa entrata in massa ha travolto la stessa legge" pur confermando l'impegno a procedere con i trasferimenti verso la penisola.

Per fare fronte alle esigenze immediate, il ministero della Gioventù e dell'Infanzia ha allestito due istituti scolastici cittadini per offrire un ricovero temporaneo ai giovani migranti, con la ministra Sira Rego attesa sul posto per coordinare gli interventi sul campo.

L'esecutivo nazionale ha intanto stanziato un fondo straordinario di 25 milioni di euro per supportare i servizi locali. In parallelo, le forze di polizia hanno avviato il triage e il riconoscimento individuale dei circa 2.500 migranti attualmente presenti sul territorio per vagliare le singole posizioni di asilo e attivare le eventuali procedure di espulsione per i cittadini marocchini senza diritto di protezione.

"Le procedure amministrative non sono collettive, sono individuali e devono tutelare al massimo i diritti", ha chiarito il delegato del governo a Ceuta, Miguel Ángel Pérez Triano, ribadendo la massima urgenza sul fronte dell'infanzia: "La priorità è che i minori lascino la strada il prima possibile".

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