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- Roma - Mercoledì 12 Agosto 2026, 12:35
Colombia: terremoto, il bilancio sale a 240 morti, a Pereira donna estratta viva dopo 36 ore
Paralizzata la filiera del caffè arabica, bloccato il porto di Buenaventura. Riaprono sei aeroporti, scatta la solidarietà internazionale.
È di 240 morti il bilancio aggiornato del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito con durezza la Colombia e il cuore dell'Eje Cafetero. I dati ufficiali registrano inoltre oltre 1.300 feriti e circa duemila dispersi, a causa del crollo di un centinaio di edifici concentrato soprattutto nei dipartimenti di Risaralda e della Valle del Cauca.
Tra le macerie di Pereira si registrano però anche storie di speranza, come il salvataggio di una donna di 32 anni estratta viva nella notte dopo 36 ore di operazioni di scavo.
Il sisma ha gravemente danneggiato le infrastrutture civili e le arterie viarie, paralizzando la filiera del caffè, la seconda voce del PIL nazionale da 6 miliardi di dollari. L'inaccessibilità del porto di Buenaventura per frane e smottamenti, confermata dal presidente di Asoexport Gustavo Gómez, impedisce l'uscita di oltre il 67% del prodotto verso i mercati esteri, facendo schizzare i prezzi dei futures a New York e minacciando le forniture europee, oltre che la sussistenza di quasi 600.000 famiglie colombiane e circa 70.000 indigeni coinvolti nell'emergenza.
Sul fronte dei collegamenti e dei soccorsi giungono tuttavia i primi segnali di ripresa. L'Aeronautica Civile colombiana ha confermato la riapertura di sei dei sette principali aeroporti del Paese: Cali e Quibdó sono tornati del tutto operativi, mentre Armenia, Buenaventura e Manizales hanno riattivato i voli commerciali con limitazioni, mentre lo scalo di Pereira resta riservato ai soli aiuti umanitari.
Contestualmente si è messa in moto la macchina dei soccorsi internazionali per sostenere il governo del presidente Abelardo de la Espriella: sono già atterrati i primi aerei carichi di aiuti umanitari e forniture d'emergenza inviati da El Salvador e Perù, a cui si aggiungono le squadre di risposta inviate dagli Stati Uniti e dall'assistenza annunciata dalla Cina.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha stanziato due milioni di euro in aiuti diretti, inserendosi in un piano di sostegno multilaterale che, come confermato dal vicepresidente José Manuel Restrepo, ha già superato quota 1,3 miliardi di dollari in proposte di finanziamento da parte di diversi Paesi mondiali per far fronte alla ricostruzione.
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