
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 11 Agosto 2026, 12:55
Non si ferma l'ondata di caldo: 19 città in bollino rosso, picchi di 40 gradi fino a dopo Ferragosto
Il ministero della Salute conferma l'allerta massima su quasi tutta la Penisola. Secondo i meteorologi la tregua arriverà soltanto tra il 17 e il 18 agosto grazie a una perturbazione atlantica.
L'Italia si appresta a vivere un'altra settimana di calura soffocante, con le temperature massime che rimarranno stabilmente sopra i 37 gradi e toccheranno punte di 39-40°C nelle zone interne, valori superiori di ben 7-8 gradi rispetto alle medie stagionali.
Secondo quanto illustrato da Lorenzo Tedici, meteorologo de "iLMeteo.it", la quarta ondata di calore dovrebbe concedere una tregua soltanto tra lunedì 17 e martedì 18 agosto.
Questo cambio di scenario è legato alle dinamiche d'oltreoceano: "In questo momento - nota Tedici - una forte instabilità sta colpendo la zona dei Grandi Laghi americani e si sta spingendo verso l'Oceano Atlantico. È molto probabile che questa perturbazione abbandoni gli States nei prossimi giorni per intraprendere un lungo viaggio: sfilerà sotto la Groenlandia, colpirà l'Islanda, attraverserà la Francia e, infine, si tufferà sull'Italia".
Nel frattempo, l'afa non darà respiro neppure nelle ore notturne: "Raggiungeremo un probabile apice del caldo notturno nella giornata di giovedì, con afa a Milano, sul Lago di Garda e lungo le coste venete, romagnole, liguri, toscane, laziali e di quasi tutto il Sud".
Nel corso dei prossimi giorni le condizioni meteorologiche rimarranno prevalentemente soleggiate su tutta la penisola, salvo consueti temporali di calore pomeridiani a ridosso dei rilievi alpini e appenninici.
Il bollettino delle ondate di calore pubblicato dal Ministero della Salute conferma una situazione critica su quasi tutto il territorio nazionale: sono ben 19 i capoluoghi contrassegnati dal bollino rosso nelle giornate di martedì 11 e mercoledì 12 agosto, mentre giovedì 13 scenderanno leggermente a 18. Le uniche città a mantenersi in fascia gialla sono Torino e Cagliari, mentre tra i centri monitorati si prevede un parziale alleggerimento dell'allerta per città come Milano, Brescia, Verona, Venezia e Trieste, destinate a passare dall'arancione al giallo a metà settimana.
Il quadro attuale si inserisce in un contesto climatico complessivamente anomalo e dai tratti storici. Il Servizio Copernicus per il Cambiamento Climatico ha infatti certificato nel suo ultimo bollettino mensile che quello del 2026 è stato il secondo mese di luglio più caldo mai registrato nell'Europa occidentale. Con una temperatura media dell'aria superficiale pari a 22,48 °C — ovvero 2,53 °C al di sopra della media del trentennio 1991-2020 — il mese scorso si è collocato appena alle spalle del primato assoluto risalente al luglio 2006. Le analisi satellitari mostrano una netta spaccatura del continente: mentre la Francia ha registrato il luglio più torrido della sua storia con un'anomalia termica di +3,8 °C e l'Europa occidentale è stata flagellata da ripetute fiammate africane, l'area orientale, parte della Penisola Scandinava e la Finlandia hanno rilevato valori al di sotto delle medie del periodo.
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