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- Roma - Giovedì 21 Maggio 2026
Report Legambiente: "Nature-based solutions" utili a costruire scudo contro crisi ecologica
Presentato il dossier "Biodiversità a rischio 2026" in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità. Dalla riforestazione delle città al ripristino delle paludi e all'agroecologia: ecco i cinque pilastri naturali per difendere il territorio da alluvioni ed erosione costiera.
La tutela degli ecosistemi italiani richiede un cambio di paradigma urgente, capace di superare la logica delle barriere artificiali per allearsi direttamente con i flussi della terra. In un'Italia che arranca nella tutela della biodiversità, una leva strategica per un cambio di passo sono le Nature-Based Solutions (NbS), ovvero interventi basati su processi naturali che garantiscono benefici non solo per la conservazione della natura, ma per l'intera comunità in termini di adattamento alla crisi climatica.
A ricordarlo è Legambiente che, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità e della Giornata Europea dei Parchi, presenta il Report "Biodiversità a rischio 2026".
All'interno del documento programmatico, l'associazione individua nella rinaturalizzazione dei boschi e delle foreste un passo fondamentale per contrastare la frammentazione infrastrutturale. Questo processo passa attraverso il superamento delle piantagioni monofitiche, composte da una sola specie, e la ricostituzione di siepi, radure e fasce ecotonali, migliorando la continuità tra i pascoli d'alta quota e i sistemi agricoli estensivi anche grazie a una gestione più attenta del legno morto e degli alberi habitat.
Altrettanto cruciale è la transizione del comparto agricolo verso una decisa agroecologia. Il settore primario è chiamato a ridurre drasticamente gli input chimici e a investire sulla salute dei suoli ricchi di sostanza organica, integrando nei campi fasce tampone, inerbimenti, rotazioni colturali complesse e sistemi di agroforestazione. Queste buone pratiche, unite alla tutela degli insetti impollinatori e al recupero delle zone umide aziendali, permettono di proteggere la biodiversità rurale senza penalizzare la produttività.
Parallelamente, il ripristino di paludi, lagune, piane alluvionali ed estuari rappresenta l'antidoto più efficace contro il dissesto idrogeologico e le alluvioni. Nel contesto costiero e marino, le soluzioni basate sulla natura impongono la rigenerazione delle praterie sommerse, dei sistemi dunali e delle aree salmastre per contrastare l'erosione.
Infine, la pianificazione si sposta all'interno dei centri urbani, dove boschi cittadini, tetti verdi, pareti vegetate, cortili permeabili e giardini della pioggia diventano i pilastri portanti di un'infrastruttura ecologica in grado di assorbire le piogge torrenziali e mitigare l'effetto dei cambiamenti climatici.
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