
- Prima Notizia 24
- Milano - Giovedì 21 Maggio 2026
Sigarette elettroniche, allarme degli esperti: primo "svapo" sotto i 13 anni, spopolano le bustine di nicotina sul web
I dati presentati a Milano durante il vertice europeo della Lilt evidenziano una mutazione nei consumi dei giovanissimi. In Italia quasi 1,7 milioni di under 34 utilizzano regolarmente i dispositivi digitali, attirati da promozioni illegali sui social network.
Le nuove abitudini di consumo tra i giovanissimi stanno ridefinendo i contorni della lotta al tabagismo, spostando l'asse dell'emergenza dai pacchetti tradizionali ai dispositivi tecnologici e ai canali digitali.
I dati emersi durante i tavoli di lavoro nella penisola indicano che nel Vecchio Continente sono circa quattro milioni gli adolescenti tra i tredici e i quindici anni che assumono regolarmente sostanze derivate dal tabacco.
Il dato più inquietante riguarda la precocità dei consumi: per un ragazzo su sette, all'interno della fascia che va dai quindici ai diciotto anni, il primo approccio con i dispositivi da svapo è avvenuto addirittura prima del compimento del tredicesimo anno di età.
Questo scenario vede i mercati anglosassoni fare da apripista a una tendenza che si sta allargando a macchia d'olio in tutto il continente. Oltremanica lo svapo ha ormai scalzato le bionde tradizionali nelle preferenze degli adolescenti, mentre parallelamente si registra il boom delle cosiddette nicotine pouches, piccoli sacchetti contenenti nicotina da posizionare sotto il labbro.
La diffusione di questi succedanei è alimentata da una massiccia rete di messaggi promozionali fuorilegge che viaggiano attraverso canali di messaggistica istantanea, e-mail e piattaforme social, aggirando le maglie dei controlli.
Il fenomeno è stato sviscerato a Milano durante la seconda giornata della European Conference on Tobacco or Health, l'evento internazionale promosso dalla Lilt per fare il punto sulle strategie di prevenzione.
La Penisola mostra indicatori perfettamente allineati a questa mutazione dei consumi. Nel mercato italiano i consumatori abituali di sigarette elettroniche e di stick a tabacco riscaldato tra i diciotto e i trentaquattro anni hanno quasi raggiunto la quota di un milione e settecentomila unità. Una cifra enorme, che rappresenta da sola circa il quarantacinque per cento dell'intera platea di utilizzatori di questi specifici prodotti a livello nazionale.
A preoccupare gli oncologi e gli pneumologi non è tanto lo strumento in sé, quanto il meccanismo biochimico che cattura i giovanissimi, creando consumatori fidelizzati in età scolare. Roberto Boffi, direttore della Pneumologia dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha analizzato i riflessi psicologici e clinici di questa tendenza di mercato: "Il vero rischio oggi è che la nicotina torni a essere percepita come innocua o addirittura banale soprattutto tra ragazzi che non avrebbero mai iniziato a fumare sigarette tradizionali. Il problema non è soltanto il prodotto, ma la dipendenza".
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