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  • Roma - Giovedì 21 Maggio 2026

Ue: la Commissione taglia le stime sul Pil italiano al +0,5%, ma il deficit scende sotto il 3%

Le previsioni economiche di primavera risentono del nuovo shock energetico in Medio Oriente e dei dazi commerciali americani. Frenano i consumi interni e gli investimenti, mentre il debito pubblico è destinato a diventare il più alto dell'intera Unione Europea entro il 2028.

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L'andamento dell'economia continentale frena vistosamente sotto il peso delle tensioni geopolitiche internazionali, costringendo i tecnici di Bruxelles a rivedere sensibilmente al ribasso le stime di crescita per i prossimi mesi. Nelle previsioni economiche di primavera pubblicate oggi, l'esecutivo comunitario ha ridimensionato le prospettive di sviluppo dell'Italia, fissando la crescita del Prodotto Interno Lordo per l'anno in corso a un modesto più zero virgola cinque per cento, rispetto allo zero virgola otto per cento ipotizzato nel corso dei monitoraggi autunnali. Una tendenza al ribasso che si rifletterà anche sul bilancio successivo, con una stima per il 2027 corretta allo zero virgola sei per cento.

A zavorrare la ripresa del Paese è una combinazione di fattori esterni e interni, a partire dall'impennata dei costi delle materie prime e dalle barriere doganali imposte oltreoceano. Secondo i tecnici comunitari, "l'impatto dei dazi Usa" e le interruzioni in alcuni mercati di esportazione dovute al conflitto in Medio Oriente "dovrebbero peggiorare ulteriormente le prospettive dell'export di beni". Questo quadro incide negativamente anche sulle dinamiche domestiche: la Commissione osserva infatti che i consumi privati "sono destinati a rallentare" per effetto della riduzione del reddito disponibile reale, mentre gli investimenti "dovrebbero rallentare rispetto al 2025" a causa delle tensioni geopolitiche e dell'aumento dei tassi d'interesse. Sul fronte interno si registra inoltre il progressivo azzeramento dei bonus per l'edilizia: "L'attività nelle costruzioni residenziali ha continuato a contrarsi, dopo il forte calo del 2024, a causa del progressivo e prolungato phase-out dei crediti fiscali per le ristrutturazioni edilizie". A bilanciare parzialmente questa frenata resta l'attuazione dei piani di ripresa europei, dato che il Pnrr "continua a sostenere gli investimenti in infrastrutture e attrezzature".

I dati sulla finanza pubblica mostrano invece un chiaroscuro tra il contenimento del disavanzo e la traiettoria del debito complessivo. Se da un lato il rapporto deficit-Pil è visto in discesa al due virgola nove per cento sia per l'anno in corso che per il successivo, dall'altro la mole del debito continuerà ad aumentare, toccando il centotrentotto virgola cinque per cento nel 2026 e issandosi al centotrentanove virgola due per cento nel 2027. Questo trend porterà l'Italia a scalzare la Grecia dal primato negativo di Paese più indebitato dell'Eurozona. Questa debolezza strutturale ha riacceso la cautela degli investitori sui mercati finanziari, dove il differenziale dei rendimenti dei titoli di Stato ha registrato oscillazioni al rialzo. La Commissione segnala che questo ampliamento degli spread è moderato e si verifica dopo un lungo periodo di contrazione; tuttavia, "indica che gli investitori stanno discriminando i paesi dell'area dell'euro più indebitati nel contesto di prospettive economiche più deboli, tassi di interesse più elevati e dei potenziali costi fiscali associati alla protezione di imprese e famiglie dall'onere dell'aumento dei prezzi dell'energia".

I nodi energetici e i piani difensivi comunitari rappresentano le incognite più rilevanti per la stabilità complessiva. Nel corso della presentazione del documento a Bruxelles, il commissario Ue per l'Economia Valdis Dombrovskis ha rimarcato la delicatezza della congiuntura internazionale: "Un grado eccezionalmente elevato di incertezza circonda l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente. L'andamento dei prezzi dell'energia in queste previsioni si basa sui prezzi dei futures" che lasciano sperare in una stabilizzazione, ma l'esecutivo ha integrato i dati con analisi predittive più severe, di conseguenza "le nostre proiezioni di base sono tuttavia integrate da uno scenario che valuta una perturbazione più grave e duratura delle forniture energetiche, quindi le nostre proiezioni di base sono integrate da uno scenario che valuta una perturbazione più grave e duratura delle forniture energetiche".

Dombrovskis ha poi invitato i governi a una rigorosa disciplina di bilancio, sottolineando che "finanze pubbliche solide sono risorse essenziali per preservare la stabilità macroeconomica in un mondo sempre più imprevedibile e difficile. Dobbiamo restare vigili e salvaguardare la sostenibilità fiscale nel contesto dell'attuale shock energetico". Il commissario ha poi chiarito che l'Europa "deve imparare dalle crisi passate mantenendo temporanee e ben mirate le misure di sostegno fiscale a favore delle famiglie vulnerabili e delle imprese".

L'impatto sul costo della vita si preannuncia comunque pesante. "Sebbene si preveda un contenimento maggiore rispetto alla precedente crisi energetica, si prevede comunque un forte aumento dell'inflazione. L'aumento dei prezzi dell'energia sta già colpendo i nostri consumatori e le nostre imprese, con i dati di marzo e aprile di quest'anno che mostrano un netto incremento dell'inflazione energetica. Si prevede che l'inflazione energetica aumenterà ulteriormente a maggio e giugno sia nell'Ue che nell'Eurozona, raggiungendo un picco di circa l'11% su base annua nel secondo trimestre e rimanendo elevata fino all'inizio del prossimo anno. Successivamente, le pressioni sui prezzi sono destinate ad ampliarsi a causa della corsa al rialzo dei costi energetici", ha spiegato l'esponente dell'esecutivo Ue.

I mercati energetici risentono pesantemente del quadro geopolitico: "Il conflitto in Medio Oriente ha innescato un'interruzione senza precedenti delle forniture energetiche. Ciò ha a sua volta portato a un forte aumento dei prezzi dell'energia. Alla data di riferimento, i prezzi del petrolio erano superiori del 65% rispetto ai livelli pre-bellici, mentre i prezzi del gas erano superiori del 50%; i mercati futuri alla data di riferimento indicano un graduale calo dei prezzi sia del petrolio che del gas nel corso delle previsioni. Tuttavia, anche entro la fine del 2027 i prezzi rimarranno circa il 20% al di sopra dei livelli previsti dal mercato prima dello scoppio del conflitto. Ciò indica che il mercato si aspetta una persistent riduzione dell'offerta", ha concluso il commissario.

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