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  • Roma - Venerdì 10 Aprile 2026

Archeologia e tecnologia: ad Ostia e Fiumicino arrivano i tour virtuali con il progetto S.T.Ar.T.

Presentate le nuove soluzioni tecnologiche per la valorizzazione del territorio: totem interattivi, ricostruzioni in 3D e indagini diagnostiche permettono di scoprire siti finora inaccessibili al pubblico.

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Il patrimonio del Parco archeologico di Ostia antica diventa sempre più accessibile grazie al lancio ufficiale del progetto "S.T.Ar.T Ostia - Soluzioni Tecnologiche per l'ARcheologia e il Territorio", presentato presso il Museo delle Navi di Fiumicino alla presenza del direttore Alessandro D'Alessio.

L'iniziativa, finanziata dalla Regione Lazio attraverso Lazio Innova, punta a rivoluzionare la fruizione dei beni culturali attraverso l'installazione di una rete di totem multimediali dislocati tra Ostia, Fiumicino e Fregene.

Queste postazioni, dotate di video e QR Code, permettono ai cittadini e ai turisti di immergersi in tour virtuali e ricostruzioni diagnostiche avanzate, offrendo una conoscenza approfondita dei siti anche al di fuori delle aree recintate.

In particolare, due totem sono stati posizionati a Ostia nei pressi del Palazzo del Governatorato e in piazza della Stazione Vecchia, mentre altri sono stati attivati a Fiumicino, sul Lungomare della Salute e a Fregene, con l'imminente arrivo di una postazione a realtà immersiva direttamente all'interno degli Scavi di Ostia Antica.

Il fulcro del progetto risiede nella sperimentazione di modelli innovativi per la conservazione e la valorizzazione, applicati a tre siti specifici che hanno beneficiato di nuove indagini tecnologiche. Tra questi spicca un settore della Regio IV di Ostia antica, con domus prestigiose e la Caupona del Pavone ricostruita in 2D e 3D, e l'edificio della cosiddetta "Capitaneria" di Porto a Fiumicino, un'area attualmente chiusa al pubblico ma ora esplorabile virtualmente grazie ai rilievi tridimensionali.

Un lavoro analogo ha interessato la tomba n. 57 della Necropoli di Isola Sacra: attraverso l'uso di laserscanner e fotogrammetria, i ricercatori hanno ricomposto digitalmente la struttura originaria unendola ai suoi affreschi, attualmente staccati e custoditi nei depositi.

Questo approccio tecnologico non solo garantisce una migliore gestione dei reperti, ma apre le porte del Parco a un pubblico più vasto, rendendo visibile l'invisibile e collegando idealmente i diversi poli archeologici del litorale.

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