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  • Trento - Giovedì 21 Maggio 2026

Lavoro, Musumeci: "Il mare è una priorità, servono 180 mila nuovi lavoratori ma non si trovano"

Il titolare delle Politiche del Mare lancia l'allarme sul pesante deficit occupazionale che sferza il settore marittimo. Necessario un cambio di rotta culturale partendo dalle scuole per valorizzare un comparto che genera ricchezza tutto l'anno e non solo nei mesi estivi.

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Il rilancio strategico delle risorse marittime nazionali si scontra con un preoccupante e inatteso vuoto occupazionale, capace di frenare lo sviluppo di uno dei motori trainanti del sistema Paese. Intervenendo sul palco del Festival dell’Economia di Trento, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha delineato le grandi potenzialità di sviluppo del comparto, evidenziando tuttavia la forte discrepanza tra la domanda delle imprese e la reale disponibilità di manodopera qualificata.

Il rappresentante dell'esecutivo ha definito incomprensibile la distanza che separa le nuove generazioni dalle carriere marittime, individuando nella carenza di percorsi formativi specifici il vero nodo da sciogliere: “Il paradosso è che con la crescita dell’economia del mare c’è bisogno di 180 mila nuove unità lavorative per sostituire quelle che vanno in pensione e per affrontare nuovi temi, nuove abilità professionali che non si conoscevano ieri, e di queste 180 mila unità ancora non c’è traccia. Il paradosso è che il mare può dare occupazione per i prossimi anni, naturalmente senza guardare ad una scadenza, a 180 mila giovani diplomati e laureati. E dunque la formazione è un tema fondamentale”.

Per invertire questa tendenza, secondo il ministro, è necessario un profondo e radicale mutamento nella percezione collettiva di questa risorsa geografica ed economica, superando la visione puramente balneare che ha caratterizzato gli ultimi decenni. La centralità del settore richiede un coordinamento stabile e un'azione educativa capillare. “Il mare è una priorità ed è per questo che il primo obiettivo del governo Meloni è proprio quello di promovere un nuovo approccio alla cultura del mare. Come? Istituendo un ministero per il mare che mancava da decenni. Per promuovere la cultura del mare bisogna lavorare, a cominciare dalle scuole, per convincere tutti che questo bene della natura può diventare una carta vincente dal punto di vista della crescita economica, anche per quelle Regioni che non hanno a che fare col mare”, ha spiegato Musumeci ai giornalisti, stigmatizzando la tendenza diffusa secondo cui, ad oggi, il mare “interessi solo 4 mesi l’anno, a partire da maggio”.

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