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  • Roma - Giovedì 21 Maggio 2026

Diritti, l'Eurocamera approva la direttiva vittime: incluse le tutele del Ddl Zan contro l'omolesbotransfobia

Via libera a Strasburgo alle nuove norme europee per blindare la protezione di chi subisce violenze sessuali, di genere o crimini d'odio legati all'orientamento sessuale, all'identità di genere e alla disabilità. Il provvedimento recepisce le tutele affossate in Italia nel 2021. Ora la palla passa al Consiglio Ue.

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di Nazario Ricciardi

Il Parlamento europeo approva un pacchetto di riforme volto a ridefinire gli standard di sicurezza e assistenza per le persone colpite da reati violenti e discriminatori all'interno dei confini comunitari. C'è stato infatti il via libera dell'Eurocamera alle nuove norme Ue per rafforzare la tutela delle vittime di reato, con protezioni specifiche per chi ha subito violenza sessuale o crimini legati all'orientamento sessuale, all'identità di genere o alla disabilità.

Il provvedimento è stato licenziato dalla plenaria di Strasburgo con una netta maggioranza transnazionale, raccogliendo 440 voti a favore, 49 contrari e 84 astensioni.

La portata politica della decisione riveste un significato particolare per l'Italia: la direttiva sulle vittime introduce infatti alcune garanzie che nel nostro Paese erano state previste dal ddl Zan, il disegno di legge contro l'omobitlesbofobia affossato al Senato nel 2021 a seguito della nota "tagliola" parlamentare.

Le disposizioni europee, di fatto, imporranno un adeguamento normativo anche a quelle cancellerie che negli ultimi anni avevano frenato sull'estensione dei diritti civili e delle tutele per le minoranze.

L'iter legislativo si avvia ora verso la sua conclusione formale. Il testo dovrà infatti essere adottato dal Consiglio Ue prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. Una volta superato questo passaggio, scatteranno i tempi tecnici per l'implementazione nei sistemi giuridici locali: i Paesi membri avranno poi due anni di tempo per recepirlo nei rispettivi ordinamenti nazionali, procedendo alle riforme necessarie per garantire i nuovi livelli di assistenza.

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