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- Roma - Domenica 20 Settembre 2026, 11:35
Elena Bonelli dà voce alla Roma di Pasolini: “Mamma Roma” tra memoria, musica e periferie
Questa sera, alle ore 21, all’Arena di Tor Bella Monaca, Elena Bonelli, la “Voce di Roma”, porta in scena “Mamma Roma, Pasolini e gli altri”, concerto-spettacolo da lei scritto, diretto e interpretato. Un viaggio nell’universo di Pier Paolo Pasolini e nel suo rapporto con Anna Magnani, tra teatro, cinema, musica e impegno civile, per raccontare Roma e le sue periferie guardando al passato e interrogando il presente.
di Maurizio Pizzuto
Pasolini attraverso Roma. Roma attraverso Pasolini. E, a tenere insieme questi due mondi che ancora oggi continuano a parlarsi, la voce e l’interpretazione di Elena Bonelli. Questa sera, alle ore 21, all’Arena di Tor Bella Monaca.
È questo il cuore di “Mamma Roma, Pasolini e gli altri”, il concerto-spettacolo scritto, diretto e interpretato dalla stessa Bonelli, la “Voce di Roma”, che porta sul palcoscenico un viaggio culturale ed emotivo dentro l’universo di Pier Paolo Pasolini, nel suo rapporto con la Capitale, con le periferie e con una delle figure più potenti del cinema italiano: Anna Magnani.
Non una semplice commemorazione e neppure una biografia teatrale tradizionale. Bonelli sceglie di attraversare Pasolini mettendo insieme linguaggi differenti: parola, musica, cinema, immagini e testimonianze. Un mosaico che parte dall'uomo prima ancora che dall'intellettuale e accompagna il pubblico dall'infanzia agli ultimi giorni della sua vita.
Ne emerge il Pasolini poeta e cineasta, ma soprattutto l'osservatore inquieto della società italiana. Il suo impegno civile, la denuncia delle trasformazioni del Paese, l'attenzione verso gli ultimi e quello sguardo sulle periferie che, a distanza di decenni, conserva una sorprendente capacità di parlare al presente.
Ed è proprio qui che la presenza di Elena Bonelli diventa qualcosa di più di un'interpretazione.
Artista profondamente legata alla cultura e alla tradizione della Capitale, Bonelli utilizza la propria voce come filo narrativo per attraversare una Roma popolare, contraddittoria, dolorosa e vitale. Una città che cambia continuamente pelle ma nella quale continuano a convivere centro e margine, bellezza e disagio, memoria e trasformazione.
Al centro del racconto c'è inevitabilmente “Mamma Roma”, il film del 1962 che unì Pasolini e Anna Magnani. Bonelli restituisce la figura della grande attrice romana con passione, cercando di farne emergere non soltanto la forza e l'ironia entrate nell'immaginario collettivo, ma anche le fragilità meno visibili.
Magnani e Pasolini diventano così due modi differenti di raccontare la stessa città. Due personalità fortissime, il cui incontro artistico fu attraversato anche da tensioni e diversità di visione. Ed è proprio da quelle differenze che lo spettacolo ricostruisce una parte importante della storia culturale italiana.
La vera novità del progetto arriva però dalla musica originale.
I brani sono ispirati alla poetica pasoliniana, con testi firmati da Elena Bonelli e musiche di Matteo Carretto e Alessandro Garrafa. A eseguirli dal vivo sono Giandomenico Anellino alla chitarra e Luca Perroni al pianoforte.
La musica non accompagna semplicemente il racconto, ma entra nella drammaturgia e diventa un altro modo per avvicinarsi alle parole e all'immaginario di Pasolini. Bonelli canta, recita e racconta, facendo dialogare la scena con immagini e sequenze cinematografiche.
Il risultato è un percorso nel quale teatro e cinema si incontrano con la canzone e con l'impegno civile.
Perché “Mamma Roma, Pasolini e gli altri” guarda al passato soprattutto per parlare del presente.
Le periferie pasoliniane sono profondamente cambiate, così come è cambiata Roma. Eppure restano aperte molte delle domande che Pasolini poneva alla società italiana: il rapporto tra sviluppo e identità, la distanza tra centro e margini, l'omologazione culturale, la dignità degli ultimi, la legalità e il ruolo della cultura.
Bonelli non cerca risposte definitive. Riporta quelle domande sul palcoscenico e le affida al pubblico.
Ed è forse questo l'aspetto più contemporaneo dello spettacolo: Pasolini non come icona da celebrare, ma come voce con la quale continuare a confrontarsi.
A dare corpo a questo confronto è Elena Bonelli, che ancora una volta sceglie Roma come materia artistica e sentimentale del proprio lavoro.
Una Roma raccontata senza cartoline. Quella dei volti, delle strade e delle periferie. La Roma di Pasolini e della Magnani, certo. Ma inevitabilmente anche la Roma di oggi.
La scenografia è di Anna Nardi, le luci di Giose Tufano, le proiezioni di Anna Rita Lucarini, il coordinamento generale è affidato a Claudio Pulcini, con Anna Nardi aiuto regia.
La regia è di Elena Bonelli.
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