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  • Roma - Giovedì 21 Maggio 2026

Finanza e tecnologia: Nvidia mette il turbo, ricavi a 81 mld. Parte la sfida tra Musk e Altman per le quotazioni del secolo

I conti stellari del gigante dei semiconduttori certificano l'espansione globale dei data center, anche se le stime future dividono i mercati. Nel frattempo si accende la sfida miliardaria per lo sbarco in borsa: SpaceX punta al Nasdaq per il 12 giugno, mentre OpenAI accelera i piani per l'Ipo.

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I bilanci dei colossi della Silicon Valley continuano a riscrivere le metriche della finanza internazionale, trainati da una transizione digitale che sta assorbendo la fetta più consistente degli investimenti globali.

Nvidia ha archiviato la prima frazione dell'anno superando ampiamente le proiezioni degli analisti: il fatturato della compagnia ha registrato un'impennata dell'85%, attestandosi alla quota record di 81,6 miliardi di dollari, accompagnato da profitti netti pari a 58,3 miliardi.

A spingere questa volata è il comparto legato alle grandi infrastrutture di calcolo, capace da solo di generare entrate per oltre 75,2 miliardi. Forte di questa liquidità, il vertice aziendale ha deliberato un massiccio piano di riacquisto di azioni proprie da 80 miliardi e un ritocco all'insù delle cedole a 25 centesimi per azione per gli azionisti.

La portata di questa rivoluzione tecnologica è stata rimarcata con enfasi dal fondatore e guida della società di Santa Clara, che ha inquadrato gli sforzi industriali in corso come un passaggio epocale per la civiltà moderna. Lo sviluppo delle infrastrutture per l'IA sta "accelerando a una velocità straordinaria" e costituisce "la più vasta espansione infrastrutturale della storia umana", ha spiegato l'amministratore delegato Jensen Huang.

Tuttavia, le previsioni per il trimestre successivo – stimate tra gli 89,18 e i 92,82 miliardi abbondanti – non hanno scaldato l'ala più speculativa di Wall Street, che confidava in un obiettivo vicino ai 96 miliardi, innescando parziali prese di beneficio sul titolo. Questo assestamento azionario si inserisce in un contesto di grande fermento per il comparto dell'intelligenza artificiale, dove i principali attori della scena internazionale stanno accelerando i piani per il debutto sui listini pubblici.

OpenAI starebbe definendo le ultime pratiche burocratiche per l'avvio della propria offerta pubblica iniziale, potendo presentare la documentazione ufficiale nel giro di pochissimi giorni. Confortata dal recente successo legale nella disputa contro Elon Musk, l'azienda guidata da Sam Altman punterebbe a una capitalizzazione di mercato superiore a 1.000 miliardi di dollari.

Di contro, il patron di Tesla ha risposto immettendo nei canali della Sec il prospetto informativo per la quotazione di SpaceX: secondo le indiscrezioni finanziarie, l'operazione punta a raccogliere 75 miliardi di dollari sul listino del Nasdaq il prossimo 12 giugno, proiettando il valore della compagnia aerospaziale oltre i 2.000 miliardi.

Il boom dei mercati deve però fare i conti con i timori dell'opinione pubblica, allarmata dai rincari delle bollette elettriche provocati dall'alimentazione dei server e dalle incognite sul futuro dei livelli occupazionali.

Sulle prospettive dell'automazione è intervenuto il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, provando a smorzare i toni del dibattito con una lettura controcorrente rispetto ai tradizionali modelli economici. Bezos ha infatti stimato che l'IA creerà una "carenza di manodopera" e non causerà perdite di posti di lavoro a cascata. L'imprenditore statunitense ha inoltre ridimensionato i rischi di un surriscaldamento del comparto in borsa, spiegando che "anche se dovesse rivelarsi una bolla, non c'è motivo di preoccuparsene perché sta stimolando investimenti massicci che, alla fine, si riveleranno molto salutari".

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