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- Roma - Venerdì 22 Maggio 2026
Legge elettorale, Nicola Bono attacca: “Restituire agli italiani il diritto di scegliere i parlamentari”
L’ex ministro e presidente di Europa Nazione critica il sistema delle liste bloccate e chiede una riforma che riporti al centro rappresentanza e Costituzione.
di On. Nicola Bono
La nuova legge elettorale deve restituire agli elettori il diritto di scelta dei parlamentari.
Il vice premier Tajani, leader del principale partito liberale Italiano, ha fatto il punto sulle principali proposte di Forza Italia da ora a fine legislatura e cioè: fine vita, disegno di legge sul nucleare, riforma su Roma Capitale, ed ha spiegato che, oltre i temi dei diritti e delle liberalizzazioni, il partito dovrà concentrarsi anche sui temi economici e sull’energia che “interessano la gente”, senza dimenticare la legge elettorale.
Ma proprio su questa, la condivisibile e puntuale strategia liberale sbotta in una palese contraddizione, perché ribadisce l’assoluta contrarietà del partito di ispirazione liberale di accettare la restituzione agli italiani del diritto di scelta dei propri parlamentari, arrivando ad alzare i toni e minacciare che voterà contro il ripristino delle preferenze, e la legge orribilmente denominata Stabilicum “verrà Bocciata”. E questa è una grave contraddizione, perché essere liberali impone in primo luogo il rispetto della Carta Costituzionale, che da 21 anni è gravemente violata, per il ricorso a tre leggi elettorali, Porcellum, Italicum e l’attuale Rosatellum, che hanno continuato imperterrite a consentire ai capi partito la nomina dei parlamentari per potere avere a disposizione Yes Man, e non parlamentari che rappresentano i cittadini elettori e i territori in cui sono eletti.
Assumere quindi una postura di assoluta contrarietà, comporta la cancellazione anche per il futuro del diritto di Rappresentanza, che a proposito di diritti liberali, è il diritto più importante unicamente riconosciuto dalla Costituzione agli elettori e non ai capi partito.
Sarebbe stato molto più trasparente, a questo punto, cambiare la costituzione e cancellare il diritto di Rappresentanza ai cittadini, attribuendolo unicamente ai capi partito, piuttosto che violare la costituzione per 21 anni, e atteggiarsi a difensori della democrazia, che però di fatto, così facendo, hanno mortificato poiché hanno rotto il sistema dei tre poteri, che sono rimasti due, l’esecutivo e il giudiziario, nel silenzio di una gravissima violazione dei diritti degli italiani. E tutto ciò non riguarda solo F.I., che però ha più responsabilità essendo un partito liberale, ma anche la Lega, e molti partiti della opposizione, che su questo tema hanno assunto la postura dello struzzo, e non si pronunciano perché la pensano allo stesso modo dei due partiti della maggioranza.
Ora però questa estorsione dei diritti agli elettori non può continuare ad essere praticata. I danni sono già stati troppi, in termini soprattutto di crescita progressiva delle astensioni, che ha portato i votanti al di sotto del 50% degli aventi diritto al voto, che ha provocato l’aumento esponenziale della sfiducia per la crescente percezione di inutilità alla partecipazione democratica e conseguentemente un progressivo distacco degli italiani dalle istituzioni, oltre che l’assenza di qualsiasi interlocuzione tra eletti ed elettori, ed il venir meno della tutela dei territori.
In questi 21 anni di estorsione dei diritti dei cittadini si è costantemente ridotto il ruolo del parlamento, con una sempre crescente invasione dei ruoli istituzionali dell’esecutivo, la crescita abnorme dei decreti legge e la sempre maggiore riduzione dei tempi di esame del parlamento, e il conseguente ricorso del governo al voto di fiducia (che con 108 voti di fiducia ha raggiunto il record storico rispetto ai precedenti governi), sottraendo ad un parlamento già ridotto a semplice passacarte dell’esecutivo, perfino il diritto di tempi ragionevoli per un doveroso diritto di dibattito.
Ma soprattutto ciò che è in evidente ed intollerabile mancanza è l’assenza di libertà e totale autonomia dei parlamentari che, essendo nominati, non hanno margini di reazione alle decisioni sbagliate dei capi partito, che li comandano a bacchetta e possono provvedere a fine legislatura, in caso di contrasto, alla loro sostituzione.
L’esempio più chiaro di questa gravissima violazione del diritto di totale libertà dei parlamentari, è stata la gestione della legge sull’Autonomia Differenziata, che ha visto silenti per oltre un anno mezzo, ma fortemente preoccupati, i parlamentari della Destra di governo, a votare in silenzio l’approvazione di una legge che avrebbe massacrato, se non ci fosse stato il provvidenziale intervento della Corte Costituzionale, l’intero meridione italiano.
Con parlamentari liberi e indipendenti, come li garantisce la Carta Costituzionale, la lega non avrebbe mai potuto proporre un provvedimento di tale portata, perché non avrebbe trovato un parlamentare del sud disposto a massacrare il suo territorio.
Ecco perché oggi più che mai è necessario che la nuova legge elettorale restituisca agli italiani i diritti costituzionali della Rappresentanza, e si ritorni alla libertà di azione degli eletti che, in democrazia, rispondono agli elettori e non ai capi partito, e ciò deve essere chiaro a tutti i partiti, che devono ora dichiarare la oro posizione affinché tutti i cittadini sappiano chi vuole continuare a estorcere i diritti costituzionali e chi invece dopo 21 anni, consente di ritornare al rispetto della Costituzione, per salvare la democrazia.
On. Nicola Bono
Presidente Europa Nazione
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