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  • Roma - Venerdì 22 Maggio 2026

Tv, Usa: cala il sipario sul "Late Show", Stephen Colbert e Paul McCartney spengono le luci. Trump esulta: "Finalmente è andato via"

L'iconico programma satirico della Cbs chiude i battenti dopo oltre tre decenni di storia televisiva. L'addio all'Ed Sullivan Theater si consuma sulle note dei Beatles, mentre il presidente statunitense lancia duri attacchi via social contro il presentatore e l'intero comparto dei talk show.

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La gloriosa epopea dei talk show della seconda serata statunitense perde uno dei suoi interpreti più brillanti, in coincidenza con un assetto proprietario dei network che ridefinisce i palinsesti e accende lo scontro politico ai massimi livelli istituzionali.

Con il supporto sul palco di un mito vivente della musica mondiale come Paul McCartney, Stephen Colbert ha spento definitivamente le luci del celeberrimo Late Show della Cbs, ponendo fine a un ciclo storico durato ben 33 anni complessivi di messa in onda.

Un passaggio salutato con toni di aperta esultanza da Donald Trump: "Finalmente se ne e' andato", ha dichiarato il presidente Usa, che la scorsa estate, subito dopo l'annuncio ufficiale della cancellazione del format satirico, aveva smentito con forza le indiscrezioni su un suo presunto coinvolgimento politico nella vicenda, consumatasi proprio nel bel mezzo dell'acquisizione miliardaria da 8,4 miliardi di dollari della casa madre Paramount Global da parte della famiglia Ellison, storicamente a lui vicina.

Il conduttore ha voluto preservare fino all'ultimo momento il massimo riserbo sull'identità dell'ospite d'onore della puntata d'addio, alimentando l'attesa del pubblico con ironiche speculazioni circa un fantomatico via libera che l'ex chierichetto di Charleston avrebbe cercato di ottenere nientemeno che da Papa Leone.

Una suggestione che si è rivelata l'ennesimo sketch architettato per la serata: "Non vuole uscire dal camerino, non gli piacciono gli snack", ha ironizzato un producer dietro le quinte.

A risolvere lo stallo è stata la presenza nei paraggi dell'ex Beatle, accolto con calore sul palco: "Il cerchio si chiude. E' perfetto come ultimo ospite", ha commentato visibilmente emozionato il padrone di casa, ricordando come i Fab Four scelsero proprio la cornice dell'Ed Sullivan Theater nel lontano 1964 per il loro storico debutto davanti alle platee degli Stati Uniti.

L'intervista finale si è sviluppata lungo quel delicato spartiacque tra graffiante ironia e solennità civile che ha da sempre rappresentato il marchio di fabbrica della conduzione di Colbert. "E' fantastico essere di nuovo qui. All'epoca immaginavamo l'America come il posto da dove veniva tutta la musica che amavamo, il rock'n'roll, i blues. L'America era la terra dei liberi, la democrazia piu' grande", ha ricordato 'Macca'.

Subito dopo, il musicista si è lasciato andare a un dialogo ravvicinato con il comico che ha contenuto l'unica, indiretta stilettata rivolta all'inquilino della Casa Bianca: "In Inghilterra eravamo abituati a poco make-up, ma qui le truccatrices ci coprirono la faccia di arancione". Un assist colto al volo dal presentatore: "E' popolare in certi ambienti di questi tempi", lo ha interrotto Colbert, chiosando subito dopo: "Grazie Paul McCartney".

Per l'ultimo ciclo di trasmissioni, la produzione aveva mobilitato un parterre di star di primissimo piano, includendo figure del calibro di Jon Stewart, Robert De Niro, Steven Spielberg e Bruce Springsteen. All'esterno degli studi cinematografici, lungo le vie di Broadway, migliaia di sostenitori hanno sfidato le intemperie mettendosi in coda fin dalle prime luci dell'alba per tributare l'ultimo omaggio a uno dei programmi più influenti della sociologia e dei media americani.

Sul palco, per il saluto collettivo, sono intervenuti anche i colleghi e rivali di ascolti Jimmy Kimmel, Jimmy Fallon, John Oliver e Seth Meyers, uniti nel celebrare un genere in cui Colbert — subentrato nel 2015 alla leggenda David Letterman — era riuscito a eccellere e a imporsi nei dati di ascolto, prima del provvedimento di chiusura di luglio motivato dalla Cbs con generiche "ragioni finanziarie". 

Dopo 11 anni di gestione continuativa e circa 1.800 episodi trasmessi, l'addio finale si è consumato sulle note di Hello, Goodbye dei Beatles, eseguita da Paul e Stephen con il supporto della band di Louis Cato, dello storico ex direttore musicale Jon Batiste e di Elvis Costello.

La reazione di Trump non si è fatta attendere, materializzandosi intorno alle 2 del mattino attraverso una serie di post al vetriolo pubblicati sulla piattaforma Truth: "Finalmente ha chiuso con la Cbs. Incredibile che sia durato così a lungo! Nessun talento, nessuna audience, sembrava una persona morta. Si sarebbe potuto prendere chiunque dalla strada e sarebbe stato meglio di questo totale idiota". Successivamente, il magnate ha rincarato la dose formulando foschi auspici per l'intera categoria dei monologhisti della seconda serata: "Il licenziamento di Stephen Colbert e' l'inizio della fine per i conduttori degli show della notte, strapagati, cattivi, privi di talento e con bassi ratings. Altri, di ancor meno talento seguiranno. Riposino tutti in pace".

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