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- Siena - Martedì 19 Maggio 2026
Siena: 13 minorenni denunciati per apologia di fascismo, ipotizzavano spedizioni punitive contro stranieri
Gli indagati frequentano quasi tutti lo stesso istituto scolastico nella Città del Palio. Nelle conversazioni online, esaltazione di Hitler e Mussolini, materiale pedopornografico e video di risse. L'indagine è scattata grazie alla segnalazione del genitore di uno dei ragazzi.
di Luca Ferrante
Una fitta rete di chat dell'odio, intrisa di retorica neonazista, esaltazione della violenza e disprezzo per gli stranieri, è stata smantellata in Toscana: la Digos di Siena ha denunciato alla magistratura 13 minorenni – quasi tutti studenti della medesima scuola superiore, residenti nella Città del Palio e appartenenti a famiglie del ceto medio – con le pesanti accuse di apologia di fascismo, istigazione all'odio razziale, detenzione illegale di armi e possesso di materiale pedopornografico.
Tra gli indagati, tutti di età superiore ai 16 anni e alcuni prossimi alla maggiore età, figura anche una ragazza. Gli inquirenti hanno individuato quattro diversi gruppi di messaggistica istantanea (uno dei quali attivo fin dal 2024), tra cui uno denominato in modo inequivocabile 'Partito Repubblicano Fascista'.
All'interno di questi spazi virtuali i giovani condividevano l'ammirazione per le figure di Benito Mussolini e Adolf Hitler, manifestavano una forte fascinazione per le armi e scambiavano insulti e messaggi discriminatori diretti contro gli immigrati extracomunitari. Sulle piattaforme venivano inoltre diffusi numerosi filmati di pestaggi e aggressioni di stampo razzista; gli accertamenti tecnici hanno tuttavia appurato che tali video erano stati scaricati dalla rete, non erano riconducibili direttamente agli indagati e nessuno dei membri del gruppo è risultato coinvolto in prima persona in episodi di violenza fisica.
Il filone investigativo, coordinato dalla Procura per i minorenni di Firenze, ha preso le mosse dalla collaborazione di una famiglia locale, come spiegato dai vertici investigativi della Questura: "L'indagine – ha riferito Fausto Camisa, dirigente della Digos di Siena – è partita dal genitore di un ragazzo, poi risultato estraneo ai fatti, che ci ha informato che suo figlio era stato avvicinato da alcuni coetanei riferendogli che avrebbero potuto procurargli un'arma da fuoco".
L'analisi dei telefoni sequestrati ha svelato la concreta velleità, da parte di alcuni componenti del gruppo, di entrare in possesso di strumenti atti a offendere – quali tirapugni, pistole e balestre – consultando portali web specializzati e canali di fornitura dedicati.
Nelle intenzioni degli indagati vi era il progetto, fortunatamente rimasto a livello teorico e mai tradotto in azioni reali, di organizzare ronde stradali o vere e proprie spedizioni punitive ai danni della popolazione straniera residente, ideate come forma di rappresaglia rispetto ad alcune risse scoppiate di recente a Siena tra opposte fazioni di cittadini immigrati.
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