
- Prima Notizia 24
- Città del Vaticano - Domenica 20 Settembre 2026, 13:05
Papa Leone: «La misericordia supera la legge del calcolo». L’appello per la Somalia e il richiamo alla memoria
Nel messaggio dell’Angelus il Pontefice invita a superare rivalità, invidia e divisioni: «I disegni di Dio sono infinitamente più grandi di ciò che pensiamo». Poi il monito a non dimenticare gli errori della storia e l’appello alla comunità internazionale per la crisi umanitaria in Somalia.
di Paola Carrella
La misericordia al posto del calcolo, il dono al posto della competizione, la memoria come argine agli errori del passato. È un messaggio che attraversa il presente quello affidato da Papa Leone all’Angelus di questa domenica, 20 settembre.
Partendo dalla parabola evangelica degli operai chiamati a lavorare nella vigna in momenti diversi della giornata, il Pontefice ha indicato una prospettiva che supera la semplice logica del merito e della ricompensa.
«I disegni di Dio sono infinitamente più grandi e, diciamo pure, più “umani” rispetto a quelli che noi uomini e donne, segnati dal peccato, possiamo concepire e realizzare», ha affermato Papa Leone, ricordando che «il Signore è misericordia e perdono».
Il cuore della riflessione è nella distanza tra la misura degli uomini e quella della misericordia. Gli operai arrivati per ultimi ricevono infatti lo stesso trattamento di coloro che hanno lavorato per tutta la giornata. Una scelta che provoca la reazione dei primi, ma che, nella lettura proposta dal Pontefice, diventa la manifestazione di una bontà che non esclude.
«La rivelazione della bontà di Dio è per tutti, non solo per qualcuno», ha sottolineato.
Da qui un passaggio che assume anche una dimensione profondamente sociale: uscire dalla logica del confronto permanente, del risultato da rivendicare e della rivalità con l'altro.
«Tutti guadagniamo gioia, intelligenza e futuro quando la legge dell’amore interrompe quella del calcolo, l’esperienza della misericordia allarga quella del merito, il dono della pace sospende le rivalità e avvicina nella gratitudine», ha detto Papa Leone.
Un messaggio rivolto anche a chi si considera arrivato per primo o pensa di avere conquistato da solo la propria posizione. Per il Pontefice, infatti, «Dio ha vie diverse e pensieri nuovi» anche per chi ritiene di essersi guadagnato ciò che possiede.
Il Papa ha quindi invitato ad abbandonare «le vie distorte e i pensieri iniqui», ricordando che essere collaboratori di Dio significa lavorare per «il suo Regno di giustizia e di pace».
«Non c’è spazio per l’invidia e la divisione là dove irrompe la novità di Dio», ha aggiunto.
Al termine dell’Angelus, lo sguardo del Pontefice si è spostato dalla riflessione evangelica alle ferite della storia e dell’attualità.
Rivolgendo la propria benedizione alla popolazione di Pescantina, nel Veronese, riunita intorno al monumento dedicato agli ex internati per ricordare quanti furono deportati e fatti prigionieri durante la Seconda guerra mondiale, Papa Leone ha pronunciato un richiamo netto alla responsabilità della memoria.
«Non bisogna dimenticare ma imparare dalla storia per non ricadere negli errori del passato».
Parole che riportano il ricordo fuori dalla sola dimensione commemorativa: conoscere ciò che è accaduto diventa uno strumento per leggere il presente e impedire che violenza, persecuzioni e sopraffazioni tornino a ripetersi.
Infine, l'attenzione alla Somalia, dove violenze e fenomeni climatici estremi stanno aggravando condizioni di vita già particolarmente difficili.
«Seguo con grande preoccupazione la crisi umanitaria in atto in alcune zone della Somalia», ha dichiarato il Pontefice, richiamando in particolare la situazione di donne e bambini.
Papa Leone ha quindi rivolto un appello alla comunità internazionale, auspicando «un generoso coinvolgimento» affinché alle popolazioni colpite non venga a mancare l’assistenza necessaria.
Dalla vigna raccontata nel Vangelo alle crisi del nostro tempo, il filo dell’Angelus resta così lo stesso: superare la contabilità degli interessi e delle convenienze per rimettere al centro la persona, la misericordia e la pace.
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