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  • Roma - Giovedì 21 Maggio 2026

Roma, la Fao apre le porte al pubblico: un "open day" per scoprire le strategie contro la fame nel mondo

Sabato 23 e domenica 24 maggio la sede dell'agenzia Onu ospita due giornate di visite straordinarie. Un viaggio nei padiglioni istituzionali e all'interno del "Food and Agriculture Museum", tra tradizioni indigene, reperti storici e opere d'arte contemporanea.

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La sede romana dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura si prepara ad accogliere cittadini, studenti e visitatori per un fine settimana all'insegna della divulgazione e della cooperazione internazionale. È stato infatti programmato l'open day della sede Fao a Roma sabato 23 e domenica 24 maggio, un'occasione per conoscere come si lavora per combattere la fame e la malnutrizione nel mondo e visitare il Museo Food and Agriculture.

I partecipanti avranno l'opportunità di varcare le soglie dei palazzi istituzionali per comprendere da vicino le complesse dinamiche e i progetti sul campo che l'agenzia sviluppa quotidianamente nei cinque continenti. Il cuore dell'esperienza culturale sarà rappresentato dal percorso all'interno del polo museale.

Il Museo, attraverso opere d'arte, sculture, fotografie, illustrazioni, manufatti, attrezzi agricoli, tessuti, creazioni artigianali, provenienti da tutto il mondo, racconta la storia del cibo e dell'agricoltura. I visitatori si troveranno davanti a un itinerario antropologico e geografico di eccezionale respiro: si spazia dall'America settentrionale, centrale, latina e i Caraibi, attraverso l'Africa - dal nord alle regioni sub-sahariane - l'Europa e il Mediterraneo, il Vicino Oriente, l'Asia e le isole del Pacifico, dando vita all'arte e al patrimonio delle regioni. 

L'allestimento mette al centro il legame profondo tra l'uomo e la terra, evidenziando il ruolo custodito dalle comunità locali nella preservazione della biodiversità e della sicurezza alimentare. La collezione celebra le intramontabili tradizioni degli agricoltori e dei Popoli Indigeni, le loro pratiche, l'importanza del patrimonio agricolo e le variegate culture culinarie di tutto il mondo. Da migliaia di anni i loro sistemi alimentari e di conoscenza radicati nella cultura, nella spiritualità e nella reciprocità con la natura, hanno trasmesso saggezza. Oltre alla ricca sezione documentale e artigianale, il museo accoglie, inoltre, opere di Michelangelo Pistoletto e Pablo Atchugarry insieme a quelle di artisti e voci creative da ogni parte del mondo, creando un ponte ideale tra memoria storica e sensibilità contemporanea.

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