
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 21 Aprile 2026, 18:35
Shiva a Belve: "Fedez mi ha danneggiato la carriera nel momento più critico"
Il rapper, primo in classifica con l'album Vangelo, si confessa a Francesca Fagnani. Dal mistero della pistola dopo l'aggressione del 2023 alle lacrime per il figlio nato mentre era in carcere.
Ospite di Francesca Fagnani nel salotto di Belve, il rapper Shiva ripercorre i momenti più turbolenti della sua vita, a partire dalla sparatoria del 2023 che gli è valsa una condanna per tentato omicidio.
Interpellato sulla dinamica di quella notte, quando ferì alle gambe due aggressori, il rapper glissa sul destino dell'arma utilizzata: "La pistola non è mai stata trovata, che fine ha fatto?" chiede la conduttrice, ricevendo come secca risposta un laconico "Non ne ho idea".
Shiva, attualmente in libertà con obbligo di firma dopo il patteggiamento, ha poi puntato il dito contro Fedez, accusandolo di aver influenzato negativamente il suo percorso giudiziario leggendo alcuni suoi testi ritenuti misogini durante una puntata di Muschio Selvaggio.
Secondo il rapper, l'uscita di Fedez avrebbe pesato sulla valutazione del magistrato: "Aveva portato delle rime che lui reputava misogine in una puntata di Muschio Selvaggio; il Gip che mi ha interrogato era donna, m'ha messo in condizioni difficili".
Nonostante l'osservazione della Fagnani sulla responsabilità dei testi scritti, Shiva ha ribadito l'astio verso il collega, unico a non aver sostenuto il movimento #freeshiva: "Fedez non si è mai esposto su di me e l'unica volta che lo ha fatto è stato nel momento più critico della mia carriera… Mi ha danneggiato".
Il tono dell'intervista si è fatto più intimo quando il discorso si è spostato sulla nascita del suo primo figlio, avvenuta mentre era detenuto. Il rapper ha ricordato con commozione il rifiuto del permesso per assistere al parto e il segnale dei fuochi d'artificio fatto esplodere all'esterno del carcere: "Quando ho sentito i fuochi ho pianto tantissimo".
Shiva ha infine tracciato un bilancio della sua crescita personale, segnata dall'assenza della figura paterna: "Nella vita cosa era giusto o sbagliato l'ho dovuto capire da solo. E per capirlo ho dovuto sbagliare".
Un'esistenza, la sua, votata precocemente alla musica: "Ho iniziato a 13 anni. L'infanzia è stata completamente dedicata alla musica per me. Non ho mai avuto neanche una ragazza prima…".
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