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  • Roma - Lunedì 18 Maggio 2026

Fisco ed energia, la Commissione Ue risponde a Meloni: "Sfruttare i 95 mld di fondi europei ancora disponibili"

Bruxelles conferma la ricezione della lettera inviata dalla premier italiana a Ursula von der Leyen. Nessun commento specifico sul testo, ma la portavoce dell'esecutivo UE frena sulla flessibilità fiscale: "La priorità ora è spendere le ingenti risorse già stanziate".

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La Commissione Europea ha confermato ufficialmente il ricevimento della lettera inviata dalla Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, alla Presidente dell'esecutivo UE, Ursula von der Leyen.

Pur specificando che da Bruxelles non arriveranno "commenti specifici" sui contenuti della missiva, la portavoce della Commissione ha voluto chiarire in modo netto la posizione comunitaria in merito alle richieste di maggiore elasticità sui conti pubblici legati all'emergenza energetica: "Per quanto riguarda la flessibilità fiscale in materia di energia, vorremmo sottolineare che, in questa fase, l'attenzione è rivolta allo sfruttamento pieno dei finanziamenti Ue già disponibili, che sono davvero ingenti".

L'esecutivo europeo ha comunque precisato che l'Unione "continua a seguire da vicino gli sviluppi ed è pronta ad agire di conseguenza, anche avvalendoci delle flessibilità esistenti". La linea di Bruxelles resta quindi ancorata alla necessità di mettere a terra le enormi risorse finanziarie già deliberate e non ancora spese dagli Stati membri.

A questo proposito, da Palazzo Berlaymont hanno ricordato le cifre macroscopiche messe in campo dall'Unione per sostenere la transizione e la sicurezza approvvigionativa dei Ventisette: "Come ha sottolineato la presidente von der Leyen nella conferenza stampa a seguito del Consiglio europeo informale, sono stati stanziati circa 300 miliardi di euro per investimenti nel settore energetico attraverso strumenti quali Next Generation Eu, i fondi della politica di coesione e il Fondo per la modernizzazione, con circa 95 miliardi di euro ancora da utilizzare. L'obiettivo principale ora è garantire che gli Stati membri utilizzino i fondi disponibili".

I portavoce della Commissione hanno infine concluso ricordando che la strategia di Bruxelles non si limita ai soli sussidi diretti, ma punta a creare un ecosistema favorevole anche per i capitali non statali, alleggerendo al contempo i vincoli burocratici comunitari: "Oltre ai finanziamenti pubblici, stiamo anche lavorando per mobilitare gli investimenti privati. Un ulteriore elemento è che abbiamo recentemente reso più flessibile il quadro degli aiuti di Stato per sostenere questo tipo di investimenti, anche nel contesto della scarsità di energia e dei prezzi elevati".

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