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  • Roma - Venerdì 22 Maggio 2026

Medio Oriente, media: accordo Usa-Iran vicino. Rubio: "Ci sono lievi progressi"

I network arabi rivelano i dettagli della bozza finale: intesa su cessate il fuoco, revoca progressiva delle sanzioni e libertà di navigazione a Hormuz, ma restano esclusi i dossier su nucleare e missili. Il segretario di Stato americano frena da Helsingborg. Nuovo raid israeliano nel sud del Libano.

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Una fitta rete di mediazioni diplomatiche parallele potrebbe determinare nelle prossime ore un radicale e inatteso riassetto negli equilibri di forza del Medio Oriente. Secondo le rivelazioni diffuse dai principali network televisivi panarabi, Washington e Teheran sarebbero giunte alla stesura della bozza finale di uno storico accordo bilaterale, sviluppato sotto la regia diplomatica del Pakistan.

L'intesa, stando alle indiscrezioni raccolte dall'emittente emiratina Al Arabiya, parrebbe ormai in dirittura d'arrivo ed è strutturata per produrre effetti immediati sul campo non appena i rispettivi governi avranno formalizzato l'annuncio.

I punti cardinali del documento strategico, i cui contenuti sono stati svelati in anteprima dal canale satellitare saudita Al Hadath, delineano un percorso di de-escalation incentrato sulla cessazione delle operazioni militari e della contrapposizione mediatica, sul rispetto della sovranità territoriale reciproca e sulla garanzia della libera circolazione dei mercantili nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.

In cambio del rispetto di tali parametri, la Casa Bianca si impegnerebbe a una graduale cancellazione delle sanzioni economiche, rinviando i negoziati sui nodi più complessi a un tavolo tecnico da convocare entro una settimana.

Dai testi ufficiali, tuttavia, rimangono per ora completamente esclusi i riferimenti al programma balistico e alle ambizioni atomiche della Repubblica Islamica.

Il quadro diplomatico generale è stato commentato dal segretario di Stato americano, Marco Rubio, nel corso di una conferenza stampa a Helsingborg, in Svezia, dove l'esponente dell'amministrazione statunitense ha alternato segnali di cauto ottimismo a ferme linee di sbarramento: ci sono 'lievi progressi' nei colloqui di pace con l'Iran, ma resta fermo il principio che Teheran 'non potrà mai dotarsi di armi nucleari'.

Il capo della diplomazia statunitense ha poi inquadrato il confronto all'interno dei preparativi per i prossimi vertici dell'Alleanza Atlantica, non risparmiando critiche ad alcuni partner europei: 'Siamo qui per gettare le basi di quello che, a mio avviso, sarà probabilmente uno dei vertici dei leader più importanti nella storia della Nato. Le opinioni del presidente, la delusione nei confronti di alcuni dei nostri alleati della Nato e della loro reazione alle nostre operazioni in Medio Oriente sono ben documentate. Si tratta di questioni che dovranno essere affrontate'.

Il rappresentante di Washington ha inoltre espresso una dura condanna verso i tentativi di Teheran di monetizzare il controllo delle rotte commerciali marittime, paventando il rischio di un pericoloso precedente internazionale: "L'Iran sta cercando d'istituire un sistema di pedaggio nello stretto di Hormuz e sta cercando, tra l'altro, di convincere l'Oman ad aderire. Non c'è nessun paese al mondo che dovrebbe accettarlo. Non conosco nessun paese al mondo che sia favorevole, tranne l'Iran".

Rubio ha poi rivelato i retroscena di una complessa battaglia in sede di Consiglio di Sicurezza Onu: "In questo momento alle Nazioni Unite abbiamo una resolución promossa dal Bahrein. Ci siamo impegnati molto in questo senso. Ha il maggior numero di co-promotori di qualsiasi risoluzione mai presentata al Consiglio di Sicurezza. Purtroppo, un paio di paesi membri del Consiglio di Sicurezza stanno pensando di porre il veto. Sarebbe deplorevole. Stiamo facendo tutto il possibile per raggiungere il consenso globale necessario a impedire che ciò accada. E stiamo cercando di avvalerci delle Nazioni Unite. Vediamo se le Nazioni Unite funzionano ancora. È lì che cercheremo di ottenere un risultato. Perché se dovesse succedere nello Stretto di Hormuz, succederà in altri cinque posti in tutto il mondo".

Sul versante operativo, l'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che i corpi scelti della Marina delle Guardie Rivoluzionarie hanno monitorato e concesso il via libera al transito in sicurezza di 35 unità navali commerciali e petroliere nelle ultime 24 ore.

Sullo sfondo di queste complesse manovre politiche, il terreno continua a registrare pesanti bilanci di sangue. Il ministero della Salute di Beirut ha denunciato un nuovo bombardamento aereo israeliano nel quadrante meridionale del Libano, che ha colpito il centro abitato di Deir Qanun al-Nahr, provocando sei vittime; tra i civili rimasti uccisi si registrano una bambina di nazionalità siriana e due operatori sanitari dell'associazione di soccorso Risala, sigla storicamente collegata al movimento sciita Amal.

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