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- Milano - Venerdì 22 Maggio 2026
Tragedia alle Maldive: le salme dei 4 sub italiani in arrivo a Malpensa. Il team di recupero: "Abbiamo raggiunto la missione, volevamo aiutare le famiglie"
I feretri della docente Monica Montefalcone, della figlia Giorgia e dei due giovani ricercatori rientrano in Italia domani con un volo di linea. Disposta l'autopsia per chiarire la dinamica del dramma nell'atollo di Vaavu, mentre a Genova l'inchiesta per omicidio colposo si concentra sulle autorizzazioni della spedizione.
Il doloroso percorso di rimpatrio delle vittime della tragedia subacquea nell'Oceano Indiano volge alle sue battute conclusive, aprendo la fase dei riscontri medico-legali e delle verifiche giudiziarie in territorio nazionale. È previsto per la giornata di domani, intorno alle ore 13, l'atterraggio sulla pista dell'aeroporto di Milano-Malpensa del volo della compagnia Turkish Airlines che trasporterà in Italia le salme di Monica Montefalcone, stimata docente dell'Università di Genova, della figlia Giorgia Sommacal, della ricercatrice Muriel Oddenino e del neolaureato Federico Gualtieri. Subito dopo lo sbarco dei feretri, l'autorità giudiziaria disporrà l'esecuzione degli esami autoptici sulle quattro salme.
Gli approfondimenti anatomopatologici mirano a fare piena luce sulle cause e sull'esatta tempistica del decesso dei componenti del gruppo all'interno della grotta sommersa nell'atollo di Vaavu. Il primo accertamento di questa serie riguarderà Gianluca Benedetti, il capobarca padovano di 44 anni il cui corpo era stato localizzato e riportato in superficie per primo; nel suo caso, la sessione peritale è già stata programmata per la giornata di lunedì.
La complessa e rischiosa operazione di individuazione e speleologia subacquea ad alte profondità è stata portata a termine da un'unità specializzata internazionale, che ha confermato la chiusura dell'intervento attraverso un videomessaggio congiunto: "Ciao a tutti, siamo Sami, Jenni e Patrik. Dopo tre giorni operativi posso dire che abbiamo raggiunto la missione di riportare a casa i sub scomparsi". Con queste parole i professionisti finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, in forza a Dan Europe, hanno ufficializzato la fine delle attività di recupero nei fondali maldiviani, esprimendo profondo cordoglio e ringraziando la fitta rete di cooperazione che ha supportato i loro sforzi: "Vogliamo porgere le nostre condoglianze alle famiglie dei sub scomparsi. Siamo molto felici di aver potuto aiutare e siamo grati a Dan Europe, l'ambasciata italiana, le Forze di Difesa maldiviane e tutti i volontari che ci hanno aiutato durante questa missione".
Gli specialisti hanno concluso il filmato con un pensiero rivolto alla solidarietà ricevuta dall'opinione pubblica: "i messaggi ricevuti, perché sono stati davvero belli, e scusate se non siamo stati in grado di rispondere a tutti, ma grazie!".
In concomitanza con le procedure logistiche, l'attività investigativa ha registrato un'importante accelerazione nel capoluogo ligure. I poliziotti genovesi, delegati dalla magistratura, hanno ascoltato in qualità di testimone l'entomologo forense e docente del Distav-Unige, Stefano Vanin. Lo scienziato si trovava a bordo dell'imbarcazione Duke of York al momento della discesa in acqua dei colleghi e del capobarca. Vanin ha provveduto a depositare nelle mani degli inquirenti tutto il materiale documentale e informatico in suo possesso.
Tali elementi sono confluiti in un primo fascicolo processuale rubricato con l'ipotesi di reato di omicidio colposo a carico di ignoti aperto dalla Procura di Genova, i cui atti saranno trasmessi d'urgenza alla Procura di Roma, dove la pm Lucia Lotti coordina l'inchiesta principale.
Stando a quanto rivelato dalle testate Repubblica e Il Secolo XIX, l'attività istruttoria si sta estendendo ad altre figure apicali del dipartimento universitario per fare chiarezza sulla natura e sui protocolli delle cosiddette "crociere scientifiche". Due docenti con ruoli direttivi all'interno del Distav, non presenti alle Maldive, sono stati interpellati per ricostruire la catena delle autorizzazioni ufficiali. Un aiuto fondamentale per definire i contorni dei permessi potrebbe arrivare dall'analisi del "piano di missione" e dalle ultime comunicazioni scritte intercorse tra la professoressa Montefalcone e i vertici dell'istituto, i quali fin dalle prime ore successive all'incidente avevano tenuto a precisare come l'attività di immersione profonda non rientrasse nei compiti scientifici approvati, ma fosse stata intrapresa dai partecipanti a titolo esclusivamente privato.
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