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  • Roma - Venerdì 22 Maggio 2026

Tajani al vertice Nato: "L'Italia sarà parte della leadership europea, un errore ridurre presenza statunitense"

Il titolare della Farnesina interviene alla ministeriale sulle ipotesi di disimpegno militare del Pentagono e rilancia il ruolo strategico di Roma. Fronte comune con le cancellerie europee per sanzionare il ministro israeliano Ben-Gvir dopo i fatti della Flotilla.

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I profondi mutamenti negli assetti difensivi transatlantici e la gestione delle emergenze umanitarie internazionali definiscono le priorità della diplomazia italiana ai tavoli di coordinamento alleato.

Arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato, il vicepremier e titolare della Farnesina, Antonio Tajani, ha delineato la posizione di Roma di fronte alle indiscrezioni su un possibile ridimensionamento dei contingenti americani dislocati sul continente, escludendo per il momento comunicazioni formali dirette al nostro Paese.

Il capo della politica estera italiana ha espresso una chiara riserva sull'opportunità strategica di un allontanamento delle forze di Washington, pur rilevando segnali di segno opposto su alcuni quadranti specifici della frontiera orientale: "Non abbiamo ancora avuto notizie. Secondo me sarebbe un errore ridurre la presenza statunitense in Europa, che non deve significare disimpegno dall'Europa. Mi pare che ieri gli Stati Uniti hanno deciso di inviare più militari in Polonia, per esempio, quindi vediamo quali saranno le decisioni. Per adesso non c'è stata nessuna decisione, nessuna dichiarazione da parte degli Stati Uniti nei confronti dell'Italia".

In merito alle recenti rivendicazioni di leadership espresse dalla Germania sulla ripartizione degli oneri finanziari e operativi, Tajani ha risposto confermando il peso specifico dell'apporto italiano all'interno delle missioni internazionali, legato all'alto numero di specialisti schierati sul campo: "Legittima la visione della Germania, è il paese più industriale. Detto questo l'Italia vuole svolgere un ruolo importante sia all'interno dell'Unione Europea sia all'interno della Nato, perché c'è un grande impegno anche per quanto riguarda il numero dei militari dislocati sui territori, quindi l'Italia giocherà la sua parte, sarà parte della leadership della Nato in Europa".

Il ministro ha poi colto l'occasione per riaffermare la continuità del sostegno multidimensionale garantito dall'esecutivo a Kiev nel contrasto all'offensiva russa, proiettando l'impegno nazionale anche verso la successiva fase di stabilizzazione economica del territorio ucraino: "L'Italia sta facendo il massimo, abbiamo aiutato l'Ucraina in tutti i modi possibili dal punto di vista militare, dal punto di vista finanziario, dal punto di vista politico e credo che il riconoscimento di Zelensky, di tutti gli ucraini sia noto. Quindi noi continueremo a fare tutto ciò che possiamo investendo, guardando anche alla ricostruzione dell'Ucraina".

Sul tavolo dei colloqui ministeriali è entrato con forza anche il delicato dossier relativo alle denunce di abusi subiti dagli attivisti della spedizione marittima diretta a Gaza. Pur mantenendo riserve sull'efficacia politica della missione navale, il capo della Farnesina ha condannato senza mezzi termini le violazioni dell'incolumità personale, confermando l'avvio di fitti contatti con i partner europei – a partire da Berlino – per colpire politicamente i responsabili istituzionali delle sevizie: "Indipendentemente dal giudizio che io do sulla Flotilla, perché non mi pare che ottenga grandi risultati per Gaza, però non si possono non rispettare i diritti umani e la condanna è totale: sto già parlando anche in queste ore con tutti i ministri europei perché ci possa essere una decisione in tempi rapidi che infligga sanzioni. La Germania sta seguendo con attenzione, vediamo, toccherà a loro dire quello che vogliono fare".

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