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  • Taranto - Venerdì 22 Maggio 2026

Taranto, omicidio Sako: su TikTok spunta un video con due dei minorenni arrestati. La Procura valuta un'inchiesta

Il filmato, rimosso dopo poche ore dalle piattaforme social, ritrae i giovani indagati per il delitto del bracciante 35enne. Gli investigatori cercano di capire se le immagini siano state registrate all'interno del carcere minorile, mentre l'opinione pubblica si indigna per i messaggi di solidarietà.

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I canali digitali tornano a incrociare le traiettorie delle indagini penali di massima gravità, sollevando interrogativi sulla sicurezza dei dispositivi all'interno delle strutture di reclusione e sulla gestione della comunicazione social da parte dei circuiti giovanili legati agli indagati.

Al centro dell'attenzione degli investigatori è finito un breve filmato apparso sulla piattaforma TikTok, strettamente connesso agli accertamenti sulla violenta morte di Bakari Sako, il bracciante di origini maliane di 35 anni che ha perso la vita all'alba del 9 maggio scorso nel centro storico di Taranto.

La clip multimediale, rimasta online per un lasso di tempo ridotto prima della sua definitiva cancellazione, ha mostrato le immagini di due dei minorenni attualmente privati della libertà personale e ristretti in un istituto di pena minorile.

Il post presentava una didascalia con una celebre massima filosofica, inserita come messaggio di resilienza: "Quello che non ti uccide, ti fortifica".

Stando alle prime ricostruzioni giornalistiche fornite dal Corriere del Mezzogiorno, la pubblicazione del file sarebbe da attribuire a un coetaneo esterno, conoscente dei ragazzi in stato di custodia. Il focus degli inquirenti è ora orientato a stabilire con esattezza la paternità materiale del montaggio e la localizzazione geografica e temporale delle riprese, valutando l'ipotesi che gli smartphone possano aver fatto ingresso nelle celle della struttura detentiva.

La diffusione del contenuto in rete, arricchita da commenti e attestazioni di vicinanza nei confronti dei presunti componenti del branco, ha sollevato un'ondata di reazioni polemiche.

Di fronte a questo scenario, la magistratura specializzata si è immediatamente attivata per i riscontri di competenza. Secondo le informazioni raccolte, la Procura minorile di Lecce, sotto la direzione del magistrato Simona Filoni, sta effettuando i passaggi preliminari volti a vagliare la formale apertura di un nuovo fascicolo d'indagine per fare piena luce sull'episodio e su eventuali complicità.

Il delitto da cui originano i fermi si è consumato nelle prime ore del mattino nei pressi di piazza Fontana. In base alla ricostruzione degli investigatori, Bakari Sako si trovava a bordo della propria bicicletta quando è stato circondato e assalito da un gruppo di giovanissimi. Nel tentativo disperato di sottrarsi all'aggressione, il trentacinquenne ha cercato riparo all'interno di un esercizio commerciale della zona, dal quale sarebbe stato tuttavia respinto. Una volta riguadagnata la strada, l'uomo è stato raggiunto dai colpi mortali; un ragazzo di 15 anni ha successivamente ammesso davanti alle autorità di aver sferrato le tre coltellate all'addome che hanno provocato il decesso del lavoratore straniero.

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