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  • Roma - Venerdì 22 Maggio 2026

Appello di Italia, Francia, Regno Unito e Germania: "Israele fermi gli insediamenti in Cisgiordania"

I leader delle quattro principali potenze europee firmano una dura dichiarazione congiunta per denunciare il peggioramento della stabilità territoriale e l'impennata delle violenze. Sollecitata la revoca delle restrizioni finanziarie nei confronti dell'Autorità Palestinese.

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La diplomazia delle principali potenze europee definisce una posizione comune e rigorosa di fronte al progressivo inasprimento delle tensioni geopolitiche nei territori occupati in Cisgiordania, indirizzando un fermo richiamo formale ai vertici esecutivi di Israele.

In una dichiarazione congiunta incentrata sulle dinamiche in atto in Cisgiordania, i leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania si sono rivolti direttamente all'esecutivo di Tel Aviv per chiedere un cambio di rotta strutturale nella gestione della sicurezza e dello sviluppo urbanistico nell'area.

I quattro partner occidentali chiedono esplicitamente "al governo israeliano di porre fine all'espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, di garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e di indagare sulle accuse contro le forze israeliane, di rispettare la custodia hashemita sui Luoghi Santi di Gerusalemme e gli accordi storici sullo status quo, e di revocare le restrizioni finanziarie all'Autorità Palestinese e all'economia palestinese".

Il documento esprime la massima apprensione delle cancellerie di Londra, Roma, Parigi e Berlino per le ricadute sul campo delle ultime decisioni amministrative e per la gestione dell'ordine pubblico da parte delle forze di difesa (Idf). Secondo l'analisi condivisa dai firmatari, l'inerzia istituzionale rischia di compromettere in modo definitivo i fragili equilibri d'area: "Negli ultimi mesi la situazione in Cisgiordania è peggiorata significativamente. La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti. Le politiche e le pratiche del governo israeliano, incluso un ulteriore consolidamento del controllo israeliano, stanno minando la stabilità e le prospettive di una soluzione a due Stati".

La nota dei quattro governi si chiude con il rilancio della storica linea diplomatica multilaterale, indicando nel principio dell'autodeterminazione e del mutuo riconoscimento l'unica via percorribile per porre fine alle ostilità permanenti che affliggono la regione da decenni. "Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno per una pace globale, giusta e duratura, basata su una soluzione negoziata a due Stati, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco in pace e sicurezza entro confini sicuri e riconosciuti", conclude il documento programmatico.

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