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  • Roma - Venerdì 22 Maggio 2026

Meloni vede il premier irlandese Martin: "Circostanze eccezionali fuori controllo, Bruxelles conceda più flessibilità sull'energia"

La presidente del Consiglio riceve il premier irlandese a Palazzo Chigi e rilancia la richiesta alla Commissione Ue per proteggere imprese e famiglie. Condanna condivisa per gli insediamenti israeliani e focus sulle nuove strategie migratorie.

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I dossier economici europei, la gestione delle rotte migratorie e la ricerca di un equilibrio negoziale nello scacchiere mediorientale si confermano al centro dell'agenda diplomatica del governo italiano.

Nel corso di un incontro bilaterale svoltosi a Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto il primo ministro d'Irlanda, Micheál Martin, per un confronto ad ampio raggio sulle principali scadenze comunitarie e internazionali, formalizzando una forte convergenza su diverse linee di intervento strategico.

Il fulcro del colloquio si è concentrato sulle risposte macroeconomiche necessarie a tutelare il tessuto industriale continentale di fronte all'instabilità geopolitica.

La premier italiana ha colto l'occasione per illustrare i dettagli dell'iniziativa formale indirizzata ai vertici della Commissione Europea, mirata a ottenere un allentamento dei vincoli fiscali senza gravare sui bilanci statali in termini di indebitamento netto: "Non si tratta di fare maggiore debito ma di allocare al meglio ciò che è già previsto", ha chiarito Meloni in sede di dichiarazioni congiunte.

La linea italiana poggia sulla necessità di equiparare gli shock commerciali e di approvvigionamento alle tradizionali esigenze di difesa dei confini, estendendo i meccanismi di salvaguardia già previsti dai trattati comunitari: "Siamo davanti a 'circostanze eccezionali al di fuori del controllo dei singoli Stati membri' che legittimano l'estensione della flessibilità, che è stata già concessa per le spese in sicurezza e difesa, anche agli investimenti necessari a far fronte alla crisis energetica. Perché anche l'energia è sicurezza, anche l'economia è sicurezza per i nostri sistemi".

Meloni ha poi specificato la natura della propria iniziativa politica: "Questa proposta è oggetto di una lettera che ho scritto alla presidente della Commissione europea von der Leyen per chiedere l'estensione del campo di applicazione della National Escape Clause anche agli interventi necessari per tutelare le famiglie, i lavoratori e le imprese dall'impatto della crisi".

Una riconsiderazione considerata non più procrastinabile per la stabilità finanziaria nazionale: "Per l'Italia la questione energetica è un'assoluta priorità: la crisi iraniana sta producendo effetti che sono pesanti per le famiglie e per le imprese sulla competitività dei nostri sistemi produttivi".

Sul versante della politica estera e della crisi in corso nella striscia di Gaza, l'incontro ha fatto registrare una netta condivisione di intenti tra Roma e Dublino sulla tutela dei diritti della popolazione civile e sul contrasto alle politiche di espansione territoriale condotte dall'esecutivo israeliano.

La premier ha elencato i punti di intesa raggiunti con l'omologo irlandese: "Condividiamo alcuni punti fermi anche sulla situazione a Gaza e in Giordania, fermo restando il diritto alla sicurezza di Israele: la soluzione dei due Stati come unica pace giusta e duratura possibile, l'importanza di assicurare la assistenza umanitaria la popolazione civile, la condanna delle violenze dei coloni e delle attività di insediamento israeliane".

Le valutazioni dei due capi di governo hanno toccato anche il tema dei flussi migratori, evidenziando una comune sensibilità verso la protezione dei confini comunitari e il rafforzamento dei canali di collaborazione con i paesi terzi: "Sul dossier migratorio mi pare che condividiamo l'attenzione verso la dimensione esterna dell'Unione europea e quindi la cooperazione anche con le nazioni di origine e di transito che l'Ue sta portando avanti", ha spiegato la presidente del Consiglio, che ha poi accennato alle manovre di coordinamento in atto con gli altri partner del Mediterraneo per anticipare potenziali ondate eccezionali: "Ho parlato con Micheál anche delle delle iniziative innovative che l'Italia porta avanti. C'è un tavolo che si incontra prima delle riunioni del Consiglio su queste materie. Al momento stiamo lavorando con il Cipro, Grecia e Malta soprattutto per scongiurare il rischio che possa ripetersi una crisi come quella che abbiamo avuto dopo il 2015. Anche quindi con nuove soluzioni innovative per difendere i confini europei".

In conclusione della conferenza, Meloni non ha risparmiato un richiamo critico rivolto alla gestione interna delle risorse finanziarie da parte degli organismi burocratici di Bruxelles, invocando una stagione di rigore e sobrietà amministrativa che rifletta i sacrifici imposti ai bilanci dei singoli Stati membri: "In una fase nella quale è difficile trovare le risorse, a Bruxelles si deve anche riflettere con responsabilità sulle spese di funzionamento della propria macchina amministrativa. Ho detto in Consiglio Ue, nell'ultima riunione che abbiamo celebrato, che non mi sembra che vada nella giusta direzione il segnale di spendere 800 milioni di euro per ristrutturare la sede del Consiglio dell'Unione europea e quindi forse anche qualche segnale da questo punto di vista può essere interessante".

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