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- Roma - Venerdì 22 Maggio 2026
Emergenza Ebola: è allarme fake news sul web. L'Oms: "Ecosistema digitale complesso, così manca la fiducia"
I canali social vengono invasi da filmati deepfake realizzati con l'intelligenza artificiale e teorie complottiste sui vaccini mRNA a poche ore dal focolaio nella Repubblica Democratica del Congo. Il ministero dell'Uganda smentisce l'ipotesi di nuovi lockdown sanitari.
L'insorgere di una nuova crisi sanitaria nel continente africano riaccende immediatamente la macchina della disinformazione globale sulle piattaforme digitali, confermando la rapidità con cui i contenuti ingannevoli riescono a sovrapporsi alle comunicazioni ufficiali.
A pochi giorni dalla dichiarazione dello stato di emergenza internazionale per la diffusione del virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, le autorità scientifiche riunite a Ginevra per l'Assemblea Mondiale della Sanità hanno dovuto dedicare una sessione straordinaria all'analisi dei rischi connessi alla manipolazione della realtà e all'inquinamento del dibattito pubblico.
Il caso più eclatante delle ultime ore riguarda la diffusione virale di un filmato alterato tramite sofisticati software di intelligenza artificiale. Nella clip, un alter ego digitale ricalca in modo quasi perfetto le sembianze di Peter Stafford, il medico statunitense contagiato e attualmente sottoposto a terapie specialistiche in un centro clinico in Germania. Nel falso video, il professionista sanitario sembra lanciare un atto d'accusa contro i vertici della sanità globale: "L'epidemia di ebola è una truffa completa. Non esiste il virus ebola. È tutto inventato per spaventarci […]. Questa epidemia è una propaganda sui vaccini orchestrata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per finanziare più vaccini".
Il filone negazionista si è rapidamente intrecciato con le classiche tesi cospirazioniste sui finanziamenti alla ricerca biomedica. Nel mirino dei creatori di bufale è finita la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (Cepi), realtà sostenuta tra i vari partner anche dalla fondazione di Bill e Melinda Gates.
Le bacheche social hanno registrato la condivisione di post grafici che collegano l'attuale emergenza a vecchi stanziamenti economici per la tecnologia a filamento genetico: "Appena 4 mesi prima dell'epidemia di Ebola di Bundibugyo, la Cepi, l'azienda di vaccini di Bill Gates, ha donato a Moderna e Oxford 26,7 milioni di dollari per sviluppare vaccini a mRNA contro l'ebola Bundibugyo. Sì... esattamente lo stesso ceppo di ebola. Questo è ciò che accade quando chi specula sulle pandemie non viene chiamato a risponderne".
Il panico generato dalle notizie false ha costretto a un intervento d'urgenza anche le istituzioni dei Paesi confinanti con l'area del focolaio. Il ministero della Salute dell'Uganda ha dovuto pubblicare una nota ufficiale per smentire categoricamente le indiscrezioni circa l'applicazione di imminenti restrizioni alla mobilità dei cittadini e blocchi commerciali sul territorio nazionale, rassicurando sulla totale assenza di catene di contagio interne.
La gestione di questa ondata di contenuti fuorvianti è stata commentata dai vertici scientifici dell'Oms durante i tavoli di lavoro svizzeri, sottolineando come la capillarità della rete renda ormai vulnerabile la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. "Oggi viviamo in un ecosistema digitale in cui i contenuti si muovono istantaneamente, spesso senza contesto o verifica. E in questo contesto distinguere ciò che è accurato da ciò che non lo è sta diventando sempre più difficile per tutti noi", ha spiegato la scienziata capo Sylvie Briand.
L'esperta ha concluso evidenziando il pericolo di un distacco emotivo della popolazione dalle linee guida mediche: "Oggi, con quasi tre quarti della popolazione mondiale che è connessa a internet, le persone sono costantemente esposte a informazioni sanitarie contrastanti e talvolta fuorvianti. Quando la fiducia viene meno, prendere decisioni consapevoli diventa molto più difficile".
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